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Amianto, per il ministro Balduzzi "manca ancora una consapevolezza del problema"

Il ministro della Salute sollecita la creazione di una rete di ricerca e la promozione di interventi integrati di sanità pubblica.: "Fino ad ora interventi a macchia di leopardo". Palazzo Chigi sta valutando la possibilità di procedere alla costruzione di una procura nazionale ad hoc

Renato Balduzzi

ROMA - "Della gravità della situazione relativa all'amianto in Italia purtroppo si è consci soltanto nei luoghi e nelle famiglie toccati più direttamente dal problema. Manca una consapevolezza delle dimensioni nazionali della questione e sarebbe necessario imporla anche a livello internazionale. L'Italia sta cercando di farlo proprio in questi giorni, alla conferenza di Rio sull'ambiente". Così il ministro della Salute, Renato Balduzzi, partecipando ieri mattina alla trasmissione di Rai Radio Uno "Prima di tutto". "Gli interventi finora sono stati a pelle di leopardo - ha proseguito - Per fare il punto abbiamo lanciato l'iniziativa di una seconda Conferenza nazionale sull'amianto che si terrà a novembre a Venezia. E' urgente la creazione di una rete della ricerca sull'amianto e delle azioni di sanità pubblica, per mettere in comune le informazioni e i risultati del lavoro di tanti ricercatori impegnati in questo settore".

Tra gli aspetti più gravosi il lungo periodo di latenza delle malattie asbesto-correlate, che può arrivare a toccare anche i 30/40 anni: un arco temporale che fa attendere il picco delle manifestazioni delle patologie tra il 2015 e la fine del decennio. Nel frattempo, ha precisato Balduzzi, il ministero dell'Ambiente sta completando la mappatura dei luoghi contaminati: "Lo Stato farà la sua parte, ma il numero dei siti è ingente e, da sole, le risorse pubbliche potrebbero non essere sufficienti per effettuare l'intera opera di bonifica". Il ministro, infine, ha ribadito l'attenzione di Palazzo Chigi nei confronti della costituzione di una procura nazionale per l'amianto. "Dopo la storica sentenza Eternit di Torino, nel febbraio scorso, ho segnalato l'istanza alla collega Severino - ha concluso Balduzzi - So che la cosa è seriamente allo studio, anche se si sta riflettendo sull'opportunità o meno di concentrare il lavoro di un certo numero di magistrati solo su un tema particolare". (fonte Inail)

(21 giugno 2012)