A Lecco una fiaccolata per commemorare il diciassettesimo anniversario dell'incidente che ha costretto la ragazza in coma vegetativo permanente. Il papà Beppino Englaro: "Vado avanti per rispettare l' accordo tacito e il patto di sangue con mia figlia"

ROMA - L'ultimo atto della vicenda di Eluana Englaro si consuma ancora una volta nelle aule giudiziarie. Il Tribunale di Roma ha, infatti, iscritto nel registro degli indagati il ministro del Welfare Maurizio Sacconi, per il reato di violenza privata. La decisione è arrivata in seguito a una denuncia presentata dai radicali per l'atto di indirizzo del ministero, che impedisce alle strutture legate al Sistema sanitario nazionale di accogliere malati terminali per interrompere le cure che li tengono in vita. Il provvedimento nei giorni scorsi aveva costretto "con amarezza", la Casa di cura "Città di Udine", a ritirare la propria disponibilità a ospitare Eluana.
"Di fronte all'ennesimo tentativo di conferire dimensione penale alla legittima azione politico-amministrativa, segno della non risolta anomalia italiana, ribadisco la mia serenità, in quanto ho assunto con scienza e coscienza, l'atto di indirizzo rivolto all'intero Servizio sanitario nazionale- ha commentato il ministro Sacconi. "Ho ritenuto mio dovere farlo- spiega- perché Ponzio Pilato non fu certo un esempio di buon governo. Ho preso peraltro a fondamento della mia determinazione atti quali il parere del Comitato nazionale di bioetica e la Convenzione dell'Onu sui disabili, il cui disegno di ratifica è all'esame del Parlamento". Dunque, sottolinea Sacconi, "non ho compiuto atti 'violenti' verso alcun erogatore sanitario, per cui attendo fiducioso la rapida conclusione di questa iniziativa giudiziaria, per la quale l'intento dei querelanti appare -esso sì- intimidatorio".
Intanto ieri a Lecco, con una fiaccolata, è stato ricordato il diciassettesimo anniversario dell'incidente che, il 18 gennaio del 1992, ridusse Eluana, prima in coma, e poi in stato vegetativo permanente. "È un anniversario che speravamo di non festeggiare. Ma io vado avanti per rispettare l' accordo tacito e il patto di sangue con mia figlia" ha detto Beppino Englaro al termine della commemorazione alla quale hanno partecipato molti cittadini del comune lombardo. Diversi anche gli interventi di rappresentati della politica nazionale e locale. Alla fine un mazzo di fiori composto da diciassette rose, è stato portato alla clinica Luigi Beato Telamoni, dove la donna è ricoverata, e consegnato simbolicamente a Eluana.
(19 gennaio 2009)




