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San Marino raddoppia i controlli per prevenire i tumori del collo dell'utero

Nel triennio 2010-2012 la Repubblica estenderà a tutta la popolazione femminile dai 20 ai 65 anni, sia il pap-test sia il test per la ricerca del papilloma virus

visita ginecologica

SAN MARINO - Controllo "doppio" per affinare le armi della prevenzione di uno dei tumori femminili più diffusi. La Repubblica di San Marino vuole essere il primo Paese al mondo in cui non ci si ammala di tumore del collo dell'utero e per questo ha adottato, a partire dal 2010, un nuovo protocollo dello screening del pap-test. Dall'ospedale di Stato, i vertici dell'Iss e il segretario di Stato per la Sanità, Claudio Podeschi, spiegano finalità e novità: "Ci prefiggiamo di debellare il cervicocarcinoma da San Marino - annuncia Paolo Pasini, direttore dell'Istituto per la sicurezza sociale - è un obiettivo ambizioso ma perseguibile già dal 2010".

Come? Estendendo per il triennio 2010-2012 a tutta la popolazione femminile sammarinese dai 20 ai 65 anni, ben 10.770 donne, un doppio controllo, il pap-test e l'hpv test, ovvero la ricerca del papilloma virus, principale responsabile del tumore del collo dell'utero. "E' un cambiamento importante nelle procedure - prosegue Pasini - e, se ci sarà risposta nella popolazione, allora San Marino sarà la prima nazione a ottenere questo risultato". In pratica, dall'Iss evidenziano che entrambi i test non sono praticati a livello nazionale e su tutta la popolazione femminile in nessun altro Paese, Italia inclusa.

Il segretario per la Sanità sottolinea il sostegno dell'esecutivo: "Nel percorso dello screening per la diagnosi precoce del cervicocarcinoma- spiega- intrapreso dal 1969, sono state investite risorse importanti perché si attendono risultati altrettanto validi". Le risorse messe in campo si concretizzano in 93 mila euro destinati allo screening in un anno: 23 mila per il pap-test, 70 mila per la ricerca Hpv.

Il direttore sanitario, Aldo Arzilli, sottolinea quindi la collaborazione delle tre unità operative coinvolte nel progetto: l'Uo Salute Donna, Laboratorio Analisi, Ostetricia e Ginecologia. A fornire i dati dell'incidenza di questo tumore e' Patrizia Stefanelli, responsabile dello screening: in Europa si segnalano ogni anno 68 mila casi, mentre sul Titano negli ultimi 20 anni si sono registrati 20 casi. Rispetto alle novità procedurali, Stefanelli chiarisce: "Continuiamo a eseguire il vecchio pap-test citologico, ma l'aggiunta del test hpv ci permette di battere il tumore sui tempi, infatti riusciamo a troviamo le lesioni prima che degenerino". In questo modo, "azzerare la mortalità da cercivocercinoma è semplice, ma diventa possibile anche annullare le incidenze".

(4 febbraio 2010)