Colloquio in procura per il capo dell'équipe medica della clinica di Udine che per la Regione non possiede le condizioni per attuare il decreto della Corte di Appello di Milano. Il governo intanto prende in considerazione l'ipotesi di anticipare per decreto i contenuti del disegno di legge sul testamento biologico: "In quel caso - dice il rappresentante della famiglia Englaro - si bloccherebbe tutto"

ROMA - Lo stop all'idratazione e all'alimentazione di Eluana Englaro potrebbe partire oggi o al massimo domani, ma la vicenda promette ancora di riservare numerose sorprese. Il responsabile dell'équipe medica della struttura che ha in cura Eluana ha avuto un colloquio con il procuratore capo di Udine per verificare dal punto di vista legale la regolarità del protocollo di cura firmato dagli interessati e al momento al vaglio della Regione Friuli Venezia Giulia e dello stesso governo. E se ieri l'assessore alla Salute del Friuli Venezia Giulia, Wladimir Kosic, ha incontrato il sottosegretario al Welfare Eugenia Roccella per confermare che a suo parere la clinica "La Quiete" non possiede le condizioni per attuare il decreto della Corte di appello di Milano ai fini della sospensione della nutrizione e idratazione artificiale, da segnalare è anche l'ipotesi che il governo scenda direttamente in campo con un decreto legge per anticipare i contenuti del disegno di legge sul testamento biologico in discussione in Parlamento. A confermare un interessamento del governo è stato ieri lo stesso presidente del Consiglio Silvio Berlusconi: "Stiamo lavorando per intervenire", ha detto.
L'IPOTESI DECRETO - Una decisione finale da parte del governo sarà presa fra la giornata di oggi e quella di domani. L'ipotesi in campo, anticipata ieri da una agenzia di stampa e poi di fatto confermata da una rapida battuta del presidente del Consiglio, è l'anticipo per decreto di una parte del disegno di legge sul testamento biologico. La legge con un percorso naturale non vedrebbe la luce prima dell'estate e per la vicenda Eluana sarebbe chiaramente troppo tardi. Al momento la situazione è al vaglio di Palazzo Chigi e ad essere considerata dovrà essere naturalmente anche la posizione del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che non più tardi di martedì aveva auspicato sul tema l'intervento del Parlamento, con un testo quanto più ampiamente condiviso da maggioranza e opposizione. E' chiaro che un intervento per decreto avrebbe l'effetto di fermare la procedura di interruzione dell'alimentazione e idratazione di Eluana Englaro. A confermarlo è lo stesso avvocato di Beppino Englaro, Giuseppe Campeis: "Un decreto legge che obbligasse a non interrompere l'alimentazione forzata bloccherebbe tutto: non posso far commettere un reato ai medici". "Per certi aspetti - ha continuato - ci risolverebbe tutte le cose e la procedura a questo punto non potrebbe che essere sospesa".
IN PROCURA - Una frase pronunciata dopo l'incontro che questa mattina si è svolto al Palazzo di Giustizia di Udine fra il Procuratore della Repubblica Antonio Biancardi da un lato e l'anestesista Amato De Monte (il primario udinese che guida l'equipe di volontari) e lo stesso avvocato Campeis. Un incontro finalizzato ad un chiarimento sul protocollo messo a punto per l'attuazione del decreto della Corte di Appello di Milano per l'interruzione dell'alimentazione e dell'idratazione della paziente. A firmare il protocollo sono stati la casa di riposo La Quiete, Azienda sanitaria Medio Friuli e associazione Per Eluana (composta dall'anestesista Amato De Monte, altri medici e una decina di infermieri specializzati): una forma giuridica che è ora all'esame del ministero del Welfare che intende verificarne la legittimità o l'eventuale contrasto con i principi del servizio sanitario nazionale. Si ipotizza che la procura voglia aprire un fascicolo sulla vicenda.
REGIONE FRIULI - Una prima valutazione in verità è stata già fatta dalla regione Friuli Venezia Giulia, con esito negativo per la clinica. Secondo l'assessore alla Salute Wladimir Kosic infatti "La Quiete" non possiede le condizioni per attuare il decreto della Corte di appello di Milano ai fini della sospensione della nutrizione e idratazione artificiale. Per Kosic - secondo quanto riferito dal sottosegretario alla Salute Eugenia Roccella che ha incontrato l'assessore a Roma - Eluana non può essere affidata e "presa in carico" dall'Associazione "Per Eluana" perché "in base alla regolamentazione regionale e dello stesso Servizio sanitario nazionale, per ogni paziente deve essere previsto un Piano assistenziale individualizzato (Pai) che non può prevedere trattamenti non in coerenza con le finalità del Ssn" e perché "non è possibile che la Clinica consegni a terzi la paziente e inoltre la stessa clinica non può offrire cure per cui non è attrezzata".L'assessore Kosic, ha concluso Roccella, "ha dunque comunicato alla clinica che questa procedura non è possibile".
IN CLINICA - "Fino a quando saremo nella legalità non ci fermeremo". Continua però ad Udine il percorso che dovrebbe portare alla sospensione dell'alimentazione per Eluana: una procedura che sarà iniziata "giovedì o venerdì", dunque nella giornata di oggi o di domani. A parlare è il neurologo che segue la Englaro, Carlo Alberto Defanti: "Il protocollo - ha detto Defanti - è partito nel momento del ricovero e prevede che la quantità di nutrienti venga ridotta dopo tre giorni: tale riduzione sarà discrezionale", ma probabilmente "prevederà inizialmente una riduzione drastica, di circa il 50%, e poi sempre più graduale". Per Defanti "non sarà un processo brutale" dal momento che alla donna saranno somministrate piccole dosi di sedativi "a garanzia che non provi alcuna sofferenza". Quanto al tempo di sopravvivenza, Defanti spiega che "in media è di due settimane, ma possono subentrare imprevisti o possono rivelarsi fibre eccezionalmente resistenti, e in ogni caso è probabile che il tempo complessivo sia vicino a tre settimane". Se ci sarà effettivamente un decreto del governo, questa procedura si fermerà: "Noi - aveva spiegato l'avvocato Campeis - ci fermeremo nel momento in cui c'è qualcosa di illegittimo o di illegale nella procedura o se uscisse un provvedimento normativo che qualifica la condotta che stiamo tenendo come penalmente rilevante: a quel punto - ha aggiunto Campeis - mi fermo, è chiaro, io non vado a violare assolutamente una legge, ma oggi come oggi, dalle valutazioni che abbiamo fatto, non esiste una violazione di legge. Se ci convincono che esiste, noi ovviamente ci adegueremo alla regola, specifica o generale. Viviamo o riteniamo di vivere in un Paese di diritto: se una norma ce lo vieta e siamo convinti che ce lo vieta, ci fermiamo".
(5 febbraio 2009)







