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Eluana a Udine fra silenzio e polemiche. Il capo dello Stato: "Serve una legge"

Il governo sta valutando l'idoneità della casa di riposo e le modalità del ricovero di Eluana, fa sapere il ministro del Welfare Sacconi, mentre dal capo dello Stato arriva la richiesta di un confronto in Parlamento sui temi del fine vita

Eluana Englaro

ROMA - E' trascorsa serenamente la prima notte di Eluana Englaro nella casa di accoglienza La Quiete di Udine. La donna, in stato vegetativo da 17 anni, continua ad essere alimentata e idratata, mentre all'esterno non si placano le polemiche sulla sua vicenda e sull'applicazione del decreto della Corte di Appello di Milano con il quale si ammette l'interruzione dell'alimentazione e dell'idratazione.

SACCONI - Il ministro del Welfare Maurizio Sacconi ha fatto sapere che il governo "sta valutando l'idononeità della casa di riposo e le modalità del ricovero di Eluana per il suo ultimo viaggio": "Abbiamo chiesto alla Regione Friuli - ha affermato Sacconi - informazioni circa il grado di abilitazione di questa casa di riposo perché lo stesso ricovero sembra sia stato realizzato con un fine di accudimento". "Mio dovere - ha precisato - è quello di non girarmi dall'altra parte di fronte a un tema così grande e, nel dubbio, insisto nel prendere la posizione che ho già preso, anche a nome del governo".

NAPOLITANO - Un appello perché, almeno sui temi etici, la discussione in Parlamento sia pacata è stato inviato dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che ha auspicato che il Parlamento colmi un vuoto legislativo sul testamento biologico. Su questi temi, ha aggiunto rispondendo ad una domanda, occorre un esame parlamentare pacato. In Italia, fa capire Napolitano, nessuno parla di introdurre l'eutanasia, ma il caso di Eluana Englaro impone una pronta approvazione della legge sul testamento biologico che regoli i momenti finali della vita. Il capo dello Stato sottolinea che si tratta di "questioni delicate" ma che "nulla ha a che vedere con l'eutanasia". Il caso Englaro per il capo dello Stato nasce attorno al fatto che "la Cassazione ha colmato un vuoto legislativo, il quale deve essere colmato in modo definitivo dal Parlamento".

AMICI DI LUCA - "Beppino Englaro ormai ha vinto la sua battaglia, il suo diritto è riconosciuto: gli chiedo ora di non far soffrire sua figlia e di non perseguire quel percorso di fine vita che causerà sofferenza per mancanza di nutrimento e idratazione". Così Fulvio De Nigris, direttore del Centro Studi per la Ricerca sul Coma "Gli amici di Luca" di Bologna si rivolge al padre di Eluana Englaro. "Sembra che ormai - scrive l'uomo - si sia arrivati al traguardo di questa triste vicenda, e nulla sembra più porsi in mezzo alla fine di una ragazza in stato vegetativo persistente da molti, per la sua famiglia troppi, anni". "Se da domani - continua il responsabile della struttura pubblica innovativa di assistenza e ricerca sul coma e gli stati vegetativi attiva dai primi mesi del 2005 - avverrà quello che la magistratura ha sancito, quello che il padre di Eluana ha voluto nell'essere tutore ed interprete del volere della figlia, io che mi sono sempre schierato contrario ai principi di questa sentenza, di fianco alle persone che vivono in queste e simili condizioni, che lottano per il diritto della cura e della vita contro ogni giudizio di dignità, chiedo a Beppino Englaro di non perseguire quel percorso di fine vita che causerà (altri dicono potrà causare) sofferenze per mancanza di nutrimento e idratazione". "Chiedo a lui, che non riesce a vederla in questa condizione - continua De Nigris - di non farla soffrire: ormai la sua battaglia l'ha vinta, il suo diritto è riconosciuto". "Faccia in modo - è la conclusione - che la fine dell'esistenza di sua figlia sia rapida, senza dolore e senza ipocrisie".

NEUROLOGI - Sulla definizione dello stato vegetativo come disabilità, Gioacchino Tedeschi, segretario della Società italiana di neurologia, nel corso di un'intervista all'agenzia radiofonica Econews dice: "In senso stretto sicuramente sono disabili, perchè il disabile è qualcuno che ha bisogno di altri per provvedere alle normali esigenze della vita quotidiana. Però credo che il termine si applichi in maniera troppo restrittiva a questa categoria di ammalati, che non solo hanno bisogno di altri ma hanno bisogno di molto di più". Sulla nutrizione artificiale, e se sia un trattamento medico o un atto di solidarieta' umana, Tedeschi invece risponde che "anche su questo stiamo valutando per pronunciarci con maggior precisione". Per le divergenze, conclude Tedeschi, "che sono emerse in piu' di un'occasione sugli stati vegetativi il nostro consiglio direttivo ha affidato a un gruppo della nostra societa' il progetto di elaborare una nostra posizione. La posizione della SIN e' dunque in itinere, perche' stiamo valutando con la massima accuratezza possibile i dati della letteratura, che non sono ricchissimi".

(4 febbraio 2009)

Eluana Englaro è a Udine. Verso lo stop all'alimentazione

il padre di Eluana mostra una foto della figliaLa ragazza in stato vegetativo, lasciata la clinica di Lecco dove è stata negli ultimi quindici anni, è stata trasferita nella notte nella città friulana. Il neurologo: "Fra tre giorni sarà sospesa l'alimentazione". Il ministro Sacconi: "Valutiamo la situazione, sarebbe giusto adottare un principio di cautela e di prudenza"

Eluana, controlli sulla clinica. E il governo pensa ad un decreto

Eluana EnglaroColloquio in procura per il capo dell'équipe medica della clinica di Udine che per la Regione non possiede le condizioni per attuare il decreto della Corte di Appello di Milano. Il governo intanto prende in considerazione l'ipotesi di anticipare per decreto i contenuti del disegno di legge sul testamento biologico: "In quel caso - dice il rappresentante della famiglia Englaro - si bloccherebbe tutto"