Nuovo pronunciamento giudiziario a favore del padre della giovane in stato vegetativo: il Tar lombardo ha annullato il provvedimento con il quale la Regione negò al personale sanitario di interrompere l'alimentazione: "Il diritto di rifiutare le cure è assoluto". Ma per la fine della giovane rimane in piedi l'ipotesi Udine

MILANO - Ancora un pronunciamento favorevole alla volontà di Beppino Englaro. I giudici del Tar della Lombardia hanno accolto il ricorso del padre della ragazza in stato vegetativo da 17 anni e hanno annullato il provvedimento con il quale la Regione Lombardia, il 3 settembre scorso, ha negato la possibilità a tutto il personale sanitario di interrompere l'alimentazione e l'idratazione artificiali a Eluana. "Il diritto costituzionale di rifiutare le cure come descritto dalla Suprema Corte, è un diritto di libertà assoluto, - scrive il Tar - il cui dovere di rispetto si impone erga omnes, nei confronti di chiunque intrattenga con l'ammalato il rapporto di cura, non importa se operante all'interno di una struttura sanitaria pubblica o privata". La Regione Lombardia non dovrà solo annullare il provvedimento che impedisce ad Eluana di rivolgeresi ad una struttura lombarda ma dovrà indicare lei stessa un luogo che soddisfi le esigenze di Beppino Englaro. "Conformandosi alla presente sentenza - scrive il Tar - l'Amministrazione Sanitaria, in ossequio ai principi di legalità, buon andamento, imparzialità e correttezza, dovrà indicare la struttura sanitaria dotata di requisiti strutturali, tecnologici e organizzativi tali da renderla "confacente" agli interventi e alle prestazioni strumentali all'esercizio della libertà costituzionale di rifiutare le cure, onde evitare all'ammalata (ovvero al tutore e curatore di lei) di indagare in prima persona quale struttura sanitaria sia meglio equipaggiata al riguardo".
L'ITER - Il provvedimento della Lombardia è stato impugnato da Beppino Englaro con riserva di chiedere la sospensiva (sospensiva chiesta infatti lo scorso 31 dicembre). Giovedì scorso, davanti alla terza sezione del Tar, si è tenuta l'udienza camerale che inizialmente doveva appunto riguardare le richiesta di sospensiva. Ma su richiesta del professor Vittorio Angiolini, legale di Englaro, e dell'avvocato Franca Alessio, curatrice speciale di Eluana, i giudici hanno deciso di entrare nel merito della vicenda e, con giudizio breve, emettere una sentenza, relativa alla richiesta di annullamento dell'atto amministrativo della direzione generale dell'assessorato alla sanità.
IL PADRE - «Non posso che essere soddisfatto» è stato il commento del padre di Eluana sulla sentenza del Tar. Beppino Englaro non ha voluto aggiungere altro. L'autorizzazione alla sospensione del trattamento vitale era stata data lo scorso 9 luglio con un decreto dei giudici della Corte d'Appello di Milano.
UDINE - Proseguono intanto i contatti della famiglia Englaro con la casa di riposo "La quiete", che dovrà decidere se accettare il ricovero di Eluana e procedere alla sospensione dell'alimentazione e idratazione. "La decisione ufficiale potrebbe arrivare da martedi' in poi", dice il direttore dell'Istituto geriatrico assistenziale di Udine, Luigi Sivilotti. Non e' escluso che il Cda venga convocato gia' domani, o comunque nei prossimi giorni, per formalizzare la decisione, dopo gli approfondimenti sulle procedure e la riscrittura del protocollo legale sul ruolo dell'istituto e su quello della famiglia. Istituto che si limiterebbe a dare ospitalità; sarebbero state individuate due stanze di un reparto non sottoposto ad alcun vincolo con il servizio sanitario nazionale. Amato De Monte, il primario della prima clinica di rianimazione dell'Ospedale civile di Udine, che gia' aveva dato la sua disponibilita' ad attuare la sentenza staccando il sondino ad Eluana nella clinica ''Citta' di Udine', ha confermato di essere pronto ad intervenire anche all'Iga, osservando che ''è stato seguito tutto un iter di tipo giuridico fino al massimo livello" e che pertanto è giusto che "il caso rientri nell'ambito del personale e del familiare". Dopo la decisione del Tar della Lombardia, è plausibile che l'iter si acceleri.
(26 gennaio 2009)








