Per il direttore del Centro studi per la ricerca sul coma della Casa dei risvegli di Bologna, “Emilia-Romagna e Lombardia sono le regioni più all’avanguardia". "Fermo" l’Osservatorio nazionale sugli stati vegetativi
ROMA - "L'assistenza domiciliare è uno dei problemi maggiori per le persone in stato vegetativo in Italia. Con parecchie differenza tra le diverse regioni e un Sud a macchia di leopardo, la sfida più grande è proprio quella di non abbandonare le famiglie". La pensa così Fulvio De Nigris, direttore del Centro studi per la ricerca sul coma della Casa dei risvegli "Luca De Nigris" di Bologna, una struttura pubblica dell'Asl convenzionata con il sistema sanitario regionale che nasce dall'incontro con l'associazione di volontariato bolognese Gli amici di Luca. "Emilia-Romagna e Lombardia sono probabilmente le regioni più all'avanguardia in materia di assistenza domiciliare integrata, garantita in varie forme tra cui anche gli assegni di cura, i voucher socio-sanitari o il ricorso al fondo per la non autosufficienza", dice De Nigris.
"L'assistenza domiciliare integrata passata dalle Asl fornisce sia prestazioni sanitarie, da quelle infermieristiche a quelle fisioterapiche, sia un sostegno di tipo socio-assitenziale e, là dove il Terzo settore è forte, si avvale anche dell'aiuto delle associazioni di volontariato. Quello che però manca davvero - continua De Nigris - è il sostegno psicologico alle famiglie e l'accompagnamento sociale una volta che i pazienti sono usciti dall'ospedale o dalle strutture specializzate. Sia La Rete (associazioni riunite per il trauma cranico e le gravi cerebrolesioni acquisite), di cui Gli amici di Luca fanno parte, sia la Federazione associazioni nazionali trauma cranico stanno lavorando per questo e per potenziare l'assistenza domiciliare. Purtroppo però l'Osservatorio nazionale sugli stati vegetativi" annunciato dall'ex ministero del Welfare - e ora in capo al nuovo ministero della Salute - "è fermo" da un po' di tempo. (Michela Trigari)
(30 gennaio 2010)





