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Eluana. Avanti il protocollo, in Parlamento il disegno di legge del governo

Dall'alba di venerdì scorso è sospesa l'alimentazione a Eluana Englaro: nonostante gli appelli e le ispezioni dei Nas, della procura e del ministero, va avanti secondo calendario il protocollo che porterà la donna alla morte. Fra tensioni politiche, il Senato e poi la Camera pronte ad approvare il disegno di legge, che potrebbe però non servire per il caso concreto

la clinica che ospita Eluana Englaro

ROMA - L'idratazione e alimentazione a Eluana Englaro, la donna da 17 anni in stato vegetativo, è stata sospesa venerdì 6 febbraio alle 5,45 del mattino. Sono dunque già passati tre giorni pieni da quel momento e si avvicina dunque il momento del "non ritorno". Le condizioni della donna sono descritte come stazionarie, ma certamente il suo organismo sta subendo danni sempre più evidenti che diverranno irreparabile nel breve volgere di un paio di giorni. Non è possibile dare un termine preciso, dal momento che ogni organismo reagisce in modo autonomo: certamente però il tempo a disposizione per bloccare la procedura è sempre più ristretto. Dopo lo scontro istituzionale fra governo e capo dello Stato, venerdì sera il Consiglio dei ministri ha licenziato un disegno di legge con lo stesso testo del decreto rifiutato dal presidente Napolitano che è da oggi all'esame delle Camere. Prima il Senato, che potrebbe discuterlo in seduta serale, e quindi la Camera, dove arriverà nella giornata di domani dopo l'ok di Palazzo Madama. Ma nella migliore delle ipotesi l'approvazione definitiva non avverrà prima di mercoledì sera o giovedì, e dunque l'entrata in vigore della legge cadrà non prima di giovedì sera o più probabilmente venerdì. Una settimana esatta dopo lo stop dell'alimentazione ad Eluana. Verosimilmente, troppo tardi.

Un blocco della procedura potrebbe arrivare per via giudiziaria: la clinica "La Quiete" è sempre sottoposta a controlli, ad iniziare da quelli degli ispettori del ministero della Salute e dei Nas dei Carabinieri. Questi ultimi hanno ricontrato alcune irregolarità, annunciate dal ministro del Welfare Maurizio Sacconi, ma nessuno stop e' arrivato dalla Regione Friuli Venezia Giulia all'attuazione del protocollo di interruzione della nutrizione. Nella riunione fra il Presidente della Regione Friuli Venezia Giulia Renzo Tondo, l'assessore alla sanità Vladimir Kosic, e quello alla Sicurezza e Autonomia Locali, Federica Seganti, è stato deciso di fare ulteriori accertamenti sui rapporti fra la Quiete e l'associazione ''per Eluana'' che sta assistendo la donna in questi giorni. I carabineri dei Nas hanno ricontrato 'anomalie amministrative' nella casa di riposo: quella stanza andava 'certificata' per essere ritenuta idonea a ospitare una donna per la quale c'era da applicare un protocollo che prevedeva il distacco dell'alimentazione e dell'idratazione. In assenza, invece, si e' creata un'altra struttura nella casa di riposo. Attorno a questo punto si aprono ora prospettive che la Regione e il ministero del Welfare continuano a studiare. Proprio per questa ragione. Ma per Giuseppe Campeis, avvocato che assiste la famiglia Englaro, ''nell'iniziativa dei Nas non ci sono i presupposti penali per il blocco della procedura'' in atto. ''I Nas - ha detto Campeis - rilevano che alla Quiete si e' di fatto 'aperta una struttura ad hoc' che deve avere una autorizzazione. Ma nel rapporto intercorrente tra La Quiete e l'associazione 'per Eluana' - ha spiegato l'avvocato - e' previsto che, per l'attuazione della procedura stabilita sulla base del decreto della Corte d'Appello di Milano, la casa di riposo dia in appalto a medici esterni l'assistenza ad Eluana''. Per l'avvocato quindi non ci sarebbero le possibilita' di un intervento cautelativo, cioe' del sequestro della stanza da parte della Procura, che per ora ha solo delegato a un consulente lo svolgimento di approfondimenti sulla casa di riposo La Quiete.

(9 febbraio 2009)