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Solo 37 detenuti su 100 godono di buona salute

Lancia l'allarme il Forum nazionale per il diritto alla salute in carcere: dito puntato contro le lentezze dell'applicazione della riforma sul passaggio della competenza al Ssn. In continuo aumento Hiv, tubercolosi e problemi di masticazione

detenuto in cella

ROMA - "La salute dei detenuti non può attendere": con questo slogan il Forum nazionale per il diritto della salute in carcere ha voluto lanciare l'allarme sulla condizione sanitaria dei detenuti in Italia. E lo ha fatto fa puntando il dito sulle promesse mancate della riforma che ha sancito, a partire dallo scorso 1 ottobre, il passaggio della competenza sulla salute penitenziaria dal ministero della Giustizia al Servizio sanitario nazionale. "Ci auguriamo che la riforma stabilita con atto del 1 aprile 2008 possa andare in porto garantendo il pieno diritto alla salute dei detenuti - ha dichiarato Leda Colombini, presidente del Forum nazionale, aprendo la conferenza stampa convocata questa mattina a Roma presso la Camera dei deputati. "La situazione è molto critica, per non dire grave" ha proseguito Colombini, sottolineando come le carenze che si sono verificate nel corso di questo passaggio di competenze alle Regioni mettano in forse lo stesso cammino della riforma.

"I dati del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria aggiornati a ieri - ha proseguito - parlano di 60.320 detenuti presenti nelle carceri italiane, il che significa che è stato superato il tetto raggiunto al momento dell'indulto". Inoltre i nuovi ingressi sono circa mille al mese, mentre solo il 40% dei reclusi ha avuto una condanna definitiva. A ciò va aggiunta "la forte carenza di personale con il rischio di non poter rispondere alle esigenze di salute e di governo delle carceri". Un punto particolarmente drammatico, quest'ultimo, sul piano della sicurezza, mentre l'idea del governo di costruire nuove strutture carcerarie non cambierebbe nulla anche perché "in Italia ce ne sono una decina già costruite che non vengono aperte per carenza di personale".

A questa mancanza si aggiungono quelle specifica dell'area salute. "Nell'arco di tempo in cui avrebbe dovuto procedere la realizzazione della riforma, ovvero tra il 2000 e il 2008 - ha continuato la presidente del Forum - i morti sono stati 2.329", comprendendo in questa cifra i molti che hanno contratto la malattia in carcere anche se poi sono deceduti in ospedale. "I suicidi sono stati invece 481, compresi anche in questo caso coloro che sono morti in ospedale. Mentre sono in continuo aumento l'Hiv, i problemi della masticazione e le malattie neonatali, e si è riaffacciata con serietà la questione della tubercolosi". Insomma, "la salute del carcere riguarda anche chi è fuori, soprattutto tenendo presente che vi è un turn over è molto alto: dal 2004-2005, infatti, sono state 117 mila visite di primo ingresso". Infine "su 100 persone in carcere solo 37 si trovano in stato di buona salute, il 50% è in condizione di discreta salute (comprendendo in questa percentuale anche chi è colpito da malattie) e il 13% ha patologie gravi". (ap)

(10 marzo 2009)