SuperAbile


SuperAbile regionale

Benvenuto nella comunità di SuperAbile. Accedi alle tue aree personalizzabili:


SUPERABILE MULTIMEDIA

COMMUNITY

Per saperne di più

Inail per l'integrazione delle persone straniere

Call Center

Contatta Superabile


News

Unicef: nei Paesi poveri 2,1 milioni di bambini convive con l’Hiv

Nell’Africa sub-sahariana più dell’80% dei giovani tra i 15 e i 24 anni ha l’Hiv. Cresce la prevenzione della malaria. Acqua potabile: accesso aumentato dal 77% nel 1990 all’87% nel 2008

bambini

ROMA - Ancora un bilancio sul grado di attuazione degli Obiettivi del Millennio, secondo il rapporto dell'Unicef "Progressi per l'infanzia: raggiungere gli Obiettivi di sviluppo del Millennio/OSM con equità". Nel 2008 erano 33,4 milioni le persone che, in tutto il mondo, convivevano con l'Hiv. Nei paesi in via di sviluppo, circa 4,9 milioni di queste persone erano giovani (tra i 15 e i 24 anni). Di questi, 3,23 milioni erano di sesso femminile e 1,64 di sesso maschile. L'Africa sub-sahariana risponde di più dell'80% dei giovani tra i 15 e i 24 anni che convivono con l'Hiv. Nel mondo in via di sviluppo, 2,1 milioni di bambini sotto i 15 anni convivevano con l'Hiv nel 2008. Ed ancora: in tutto il mondo, più del 60% di tutti i giovani che convivono con l'Hiv è rappresentato da giovani donne. Nell'Africa sub-sahariana, le giovani donne costituiscono quasi il 70% di tutti i giovani che convivono con il virus.

Conoscenza: in media, nei paesi a basso e medio reddito, soltanto il 31% dei ragazzi tra i 15 e i 24 anni e il 19% delle ragazze della stessa età sanno come prevenire l'infezione da Hiv. In soli tre paesi - Namibia, Ruanda e Swaziland - la metà o più dei giovani di entrambi i sessi possiede una conoscenza del genere. La conoscenza accurata dell'Hiv/Aids risulta più bassa tra le famiglie più povere e nelle zone rurali dell'Africa sub-sahariana. In Namibia, per esempio, il 68% dei ragazzi istruiti possiede una conoscenza accurata della prevenzione dell'Hiv, mentre soltanto del 33% delle ragazze non istruite si può dire altrettanto.

Protezione e sostegno per i bambini affetti dall'Aids: nel 2008 circa 17,5 milioni di bambini hanno perso uno o entrambi i genitori a causa dell'Aids; 14,1 milioni di loro vivevano nell'Africa sub-sahariana. Prevenzione della malaria attraverso le zanzariere trattate con insetticida (Itn): nel 2008 si sono verificati circa 250 milioni di casi di malaria, che hanno provocato approssimativamente 50.000 decessi. Circa il 90% di questi decessi si è verificato in Africa, per la maggior parte tra i bambini di meno di cinque anni. Nei 26 paesi africani con dati di tendenza, la percentuale di bambini che dormono sotto delle Itn è aumentata da una media del 2% nel 2000 a una media del 22% nel 2008, e 11 paesi hanno decuplicato la loro copertura.

A livello globale, la produzione di Itn è aumentata da 30 milioni di zanzariere nel 2004 a 150 milioni nel 2009. L'Africa sub-sahariana ha fatto registrare i maggiori progressi nell'uso di zanzariere trattate con insetticida tra i bambini. I bambini delle famiglie più ricche dell'Africa sub-sahariana hanno il 60% di probabilità in più, rispetto ai bambini delle famiglie più povere, di dormire sotto delle ITN, e hanno anche il 70% di probabilità in più di ricevere dei farmaci antimalarici quando vengono colti da febbre.Garantire la sostenibilità ambientale. A livello globale, l'accesso all'acqua potabile è aumentato dal 77% nel 1990 all'87% nel 2008. La copertura risulta più bassa nell'Africa sub-sahariana, dove solo tre persone su cinque si servono di fonti migliorate di acqua potabile.

All'interno del mondo in via di sviluppo, la disparità tra le zone urbane e rurali è netta. Ci sono ancora 884 milioni di persone che non hanno accesso a fonti migliorate di acqua potabile e l'84% di loro vive nelle zone urbane. Degli 1,8 miliardi di persone che hanno ottenuto l'accesso a fonti migliorate di acqua potabile dal 1990, il 60% vive in aree urbane. In 17 paesi dell'Africa sub-sahariana, meno della metà della popolazione rurale si serve di fonte migliorate di acqua potabile. In molti paesi, il 20% più povero delle persone che vivono in aree urbane dispone di un accesso significativamente inferiore a fonti migliorate di acqua potabile rispetto al 20% più ricco.

Impianti igienico-sanitari migliorati: la percentuale della popolazione mondiale che si serve di impianti igienico-sanitari adeguati è aumentata dal 54% nel 1990 al 61% nel 2008.

L'incidenza della deiezione all'aperto - la pratica igienica più rischiosa - è diminuita dal 25% nel 1990 al 17% nel 2008. Ma questo significa che circa 1,1 miliardi di persone la pratica ancora. L'Asia meridionale rappresenta quasi due terzi della popolazione globale che pratica la deiezione all'aperto. Esiste un'ampia disparità nell'uso di impianti igienico-sanitari adeguati tra le aree urbane (68%) e le zone rurali (40%) nei paesi in via di sviluppo. In alcuni paesi, i progressi compiuti dal 1995 nella copertura dei servizi igienici per il 40% più povero della popolazione sono stati minimi in alcuni paesi, tra cui Benin, Burkina Faso, India e Nepal. Circa il 95% o più degli abitanti più poveri di questi paesi pratica ancora la deiezione all'aperto. Il 20% più ricco della popolazione dell'Africa sub-sahariana ha il quintuplo delle probabilità di servirsi di impianti igienico-sanitari adeguati rispetto al 20% più povero.

Protezione dell'infanzia. Nel mondo in via di sviluppo, sono state registrate le nascite di soltanto metà di tutti i bambini sotto i cinque anni. I bambini delle famiglie più ricche hanno il doppio di probabilità di venire registrati rispetto a quelli  delle famiglie più povere. Matrimonio precoce: nel complesso, la prevalenza del matrimonio precoce è diminuita, ma un terzo delle donne tra i 20 e i 24 anni del mondo in via di sviluppo si era sposato precocemente (in confronto, il 48% delle donne tra i 45 e i 49 anni risultava sposato da prima dei 18 anni). L'età media al primo matrimonio è aumentata tra le donne più ricche, ma rimane all'incirca la stessa tra le più povere. Negli ultimi due decenni, l'età media al primo matrimonio delle donne del 20% più ricco delle famiglie è aumentata da 19,2 a 21,0 anni, mentre quella delle ragazze del 20% più povero è rimasta all'incirca la stessa, tra i 17,8 e i 17,6 anni di età. Nei paesi di maggiore prevalenza del matrimonio precoce, le percentuali di donne dai 20 ai 24 anni che si sono sposate prima dei 18 anni sono le seguenti: 75% in Niger, 71% in Mali, 66% in Bangladesh, 51% in Nepal, 49% in Etiopia, 48% in Sierra Leone, 47% India, 46% in Uganda, 42% in Zambia, 41% in Tanzania.

(8 settembre 2010)