Salvatore Crisafulli ha deciso di vivere, rinunciando all'annunciato viaggio. Pietro: "Ha cambiato idea, è tornato speranzoso di poter ricevere una buona assistenza"

ROMA - "Salvatore ha cambiato idea, è tornato speranzoso di poter ricevere una buona assistenza e ha espresso la volontà di non partire più per il Belgio": così Pietro Crisafulli racconta con una certa dose di sorpresa le novità della vicenda del fratello che dal 2005, quando si risvegliò da quello che era stato definito dai medici uno stato vegetativo persistente, vive - di fatto immobilizzato - nella casa della sua famiglia a Catania, comunicando soprattutto grazie al movimento degli occhi e alla possibilità di aprirli e chiuderli. "Non ce lo aspettavamo - dice Pietro - ma naturalmente siamo felici e rispettiamo la sua volontà: lui aveva espresso la volontà di partire e sempre lui ora hacambiato idea". Salta dunque, e si spera definitivamente, il minacciato viaggio in Belgio per praticare l'eutanasia, che già era stato rinviato di qualche giorno "in segno di rispetto" per la città di Catania che si preparava a tre giorni di festeggiamenti (prendono il via oggi, 3 febbraio, in onore della patrona Sant'Agata): decisiva, per l'annullamento del viaggio, pare essere stata la presenza in Sicilia, negli ultimi giorni, di un inviato del programma televisivo "Le Iene", che da un lato (al pari di numerosi altri cronisti) ha interpellato e sollecitato i responsabili della Asl territoriale di competenza e i referenti tecnici della Regione Sicilia per ricevere rassicurazioni riguardo alla possibilità di rafforzare l'assistenza domiciliare fornita a Salvatore, e dall'altro ha ripetutamente chiesto allo stesso Crisafulli se fosse sicuro di voler partire.
Nel corso della sua visita, la "iena" Giulio Golia aveva chiesto più volte a Salvatore se volesse fare il viaggio: "Se vuoi partire, sbarra gli occhi, se invece non vuoi partire chiudili". Dopo numerose risposte positive, nel pomeriggio di ieri, Salvatore ha cambiato idea, chiudendo gli occhi e confermando più volte tale decisione. Con evidente sorpresa della famiglia e dello stesso inviato del programma di Italia Uno, che nella puntata di questa sera mostrerà un servizio sull'intera vicenda.
Secondo Pietro Crisafulli, che nei giorni scorsi ha viaggiato fra la Sicilia e il resto d'Italia per essere presente ad alcune trasmissioni televisive che si occupavano del caso del fratello, il cambiamento di volontà è dovuto anche alle rassicurazioni "concrete" che la famiglia ha ricevuto circa la definizione di un nuovo progetto di assistenza per Salvatore: "Abbiamo avuto rassicurazioni che un progetto individualizzato di assistenza per Salvatore partirà molto presto, forse sarà definito già nelle prossime ore: il lavoro della Asl e della Regione potrebbe aver fruttato un risultato. Noi ci speriamo perchè siamo felici che Salvatore abbia ritrovato la speranza, ma siamo al contempo molto preoccupati per la sua assistenza e non vorremmo essere delusi un'altra volta". (ska)
(3 febbraio 2010)








