Eluana Englaro. Storia di una donna
La storia della ragazza in stato vegetativo, le iniziative giudiziarie, il dibattito sulle decisioni della magistratura, la reazione nel paese, le prese di posizione del governo, del parlamento e delle istituzioni, la realtà dello stato vegetativo e del coma, la cronaca dei fatti... Tutti gli articoli pubblicati su SuperAbile.it

ROMA - La vita di Eluana Englaro si è fermata alle 20.10 di un lunedì, la sera del quarto giorno dal momento in cui le era stata sospesa l'idratazione e l'alimentazione. In stato vegetativo permanente per 17 anni, la donna ha cessato di vivere come la sua famiglia, da lungo tempo e a più richieste, aveva chiesto. Una decisione, quella di sospendere idratazione e alimentazione, che più volte era stata respinta negli anni dai giudici, e che infine era stata accolta in seguito ad un decisivo parere della Corte di Cassazione.
Una decisione straordinariamente importante, capace di rompere l'equilibrio di pronunciamenti avuti fino a quel momento. Due principi alla base di quella decisione, due principi che sono stati cruciali nella sorte di Eluana e che lo sono, di fatto, anche per tutti gli altri, visto l'autorevolezza di un pronunciamento della Corte di Cassazione. Due principi chiari ma entrambi, straordinariamente, controversi. Anzitutto, la certezza della irreversibilità dello stato vegetativo: una assenza di dubbio che - è stato fatto notare più volte - non è semplicemente possibile. La bassa, bassissima probabilità di un risveglio dopo dodici mesi di stato vegetativo non si traduce cioè in una impossibilità matematica che questo possa accadere. Non può mai esserci una certezza assoluta. In secondo luogo, la certezza che il soggetto interessato non avrebbe voluto essere alimentato e idratato se in situazione di stato vegetativo. Una volontà, quest'ultima, che nel caso di Eluana Englaro è stata solamente presunta, sulla scorta di alcune testimonianze, dal momento che non esisteva alcun documento incontrovertibile dal quale discendere le volontà della donna. Due principi importanti, due principi che nel caso di Eluana Englaro sono stati a lungo criticati e lasciano entrambi margini di dubbio e di incertezza.
E proprio al dubbio e all'incertezza, oltre che al principio di precauzione, hanno fatto appello quanti si sono spesi perché non venissero sospese alimentazione e idratazione, considerate non come cure o terapie, ma come il primo e più elementare livello di assistenza da prestare a persone che non sono in grado di farlo in modo autonomo. Un appello venuto in modo chiaro e forte dalla Chiesa, ma che ha assorbito nelle sue fila numerosi non credenti, a testimonianza di come la vicenda Eluana Englaro non si presta facilmente alle semplici distinzioni usate e abusate fra laici e cattolici. Dal punto di vista scientifico, più volte è stata d'altronde fatta notare la evidente distinzione fra la morte cerebrale e lo stato vegetativo, condizione quest'ultima in cui si trovava Eluane Englaro. Una condizione durante la quale l'organismo mantiene una sua vitalità, con ritmo sonno/veglia e respirazione autonoma, più tutte le capacità cardiocircolatorie e respiratorie, di termoregolazione, come pure funzioni renali e gastrointestinali nella norma, anche se con nessuna evidenza della coscienza di sé o di consapevolezza dell'ambiente, come pure di incapacità ad interagire con gli altri. Uno stato indicato da una Commissione apposita istituita presso il Ministero del Welfare come di "gravissima disabilità".
E per la disabilità, la vicenda Eluana Englaro ha aperto nuove e ulteriori considerazioni sul grande filone della dignità della vita nella sofferenza e nel dolore. La vicenda ha toccato in modo particolare famiglie, figli e genitori di persone in stato vegetativo (due mila i casi in Italia), come pure di coloro che hanno fra i propri cari un figlio o un genitore con una disabilità gravissima che comporta anche una scarsa se non assente consapevolezza del sé. Le potenziali conseguenze del pronunciamento della Cassazione e del conseguente decreto della Corte d'Appello di Milano poi applicato ad Udine non sono di lieve portata e una riflessione critica nei confronti della situazione è stata più volte affermata. L'accento è posto non sulla volontà del morire, ma sul diritto di vivere, con riferimento agli aiuti e al sostegno che al malato e alla sua famiglia l'intera società è chiamata a fornire. Un diritto che - come ha notato qualcuno - "costa di più" ed è molto più difficile da dispensare che non una morte aiutata, o accelerata o addirittura procurata.
I sentimenti che albergano durante e dopo la vicenda di Eluana Englaro se da un lato ragionano sul diritto al rifiuto di cure e terapie (ma alimentazione e idratazione non sono affatto considerate tali in modo condiviso), dall'altro mettono in evidenza la pericolosità culturale ed etica di quanto si è affermato: "Si sta dicendo che se si ha una disabilità gravissima non vale la pena vivere", sostenevano dopo il pronunciamento della Corte d'Appello milanese i genitori dell'Abc, l'Associazione bambini cerebrolesi. "Mentre noi invece - scrivevano - siamo testimoni dell'amore che abbiamo per i nostri figli e la loro stessa vita". Una posizione molto vicina a quella di un'altra madre con figli disabili, che parlava della morte di Eluana come di "una ingiustizia mascherata da atto d'amore".
Con tutto questo, la vicenda di Eluana Englaro ha anche toccato la professionalità medica, il senso ultimo del curare, di colui che esercita la professione e che - più volte è stato detto - è chiamato a curare, a dare la vita e in casi estremi ad accompagnare verso la morte, ma non certamente a procurarla o favorirla. L'etica medica è stata profondamente toccata da questa storia, come già accaduto in passato, e il dibattito è stato vivo e caloroso anche sotto questo punto di vista.
La storia di Eluana Englaro ha portato dunque dibattito e scontro, riflessione e meditazione. Il principio della libertà di decisione nella cura, la particolarità di idratazione e alimentazione (che per molti non possono essere considerate delle terapie), la determinazione della volontà effettiva del malato specialmente nei casi di perdita di consapevolezza, con la complicanza nel caso concreto del fatto che la volontà di Eluana è stata basata su una ricostruzione effettuata a posteriori, e dunque non verificabile al momento attuale. Tutte considerazioni sulle quali un intervento organico del Parlamento, a questo punto da tutti auspicato, potrà provare a dare risposte il più possibile condivise.
Questa la storia della ragazza diventata prima una vicenda giudiziaria e poi una vicenda politica. Una donna in stato vegetativo, il dolore di un padre e di una famiglia, la decisione dei giudici di Milano, i principi esposti, quelli garantiti e quelli colpiti. La reazione nel paese, il dibattito sulle decisioni della magistratura, le prese di posizione delle associazioni e delle varie realtà della società, le misure adottate dal governo, dal parlamento e dalle istituzioni, con la realtà dello stato vegetativo e del coma, della morte cerebrale o del massimo grado di disabilità. Sulla vicenda di Eluana Englaro ecco gli articoli più significativi pubblicati nel tempo su SuperAbile.it. (Stefano Caredda)
(10 febbraio 2009)
L'uomo, disabile grave affetto da Sla, sulla vicenda della donna in stato vegetativo: "Quando sarò costretto al sondino gastrico vivrò nel terrore che qualcuno o qualcosa decida della mia vita: i sogni si infrangono contro il muro della rassegnazione"
La donna in stato vegetativo da 17 anni si spegne alle 19:35 di lunedì 9 febbraio: da quattro giorni non veniva più alimentata e idratata. Il padre avvertito per telefono: "Non voglio dire niente, voglio solo stare solo". La morte al termine di un'altra giornata di ispezioni e controlli alla clinica "La Quiete". Si ferma in Senato l'iter del disegno di legge che avrebbe dovuto bloccare il protocollo
La vita della donna in stato vegetativo è stata dipinta come "non degna di essere vissuta" e lei stessa "è stata disumanizzata per poterla portare alla fine della vita". La dura riflessione di Fulvio De Nigris, direttore del Centro Studi per la Ricerca sul Coma: "Si discute di sondino, terapie, invasività della medicina, vacillante democrazie, ma nessuno parla della vita che non dovrebbe essere ingiusta e invece lo è: la sua morte una macchia incancellabile"
Dall'alba di venerdì scorso è sospesa l'alimentazione a Eluana Englaro: nonostante gli appelli e le ispezioni dei Nas, della procura e del ministero, va avanti secondo calendario il protocollo che porterà la donna alla morte. Fra tensioni politiche, il Senato e poi la Camera pronte ad approvare il disegno di legge, che potrebbe però non servire per il caso concreto
Per Mario Caldora, presidente di un comitato per l'assistenza delle persone con grave disabilità e padre di Chiara, ragazza cerebrolesa dalla nascita, la vicenda Englaro rende evidente la scarsa conoscenza della realtà delle famiglie che assistono nel silenzio i propri cari
Sul caso della donna in stato vegetativo il vicepresidente Fish ribadisce che "c'è una sentenza" e occorre ora fare silenzio. Il decreto del governo? ''Incostituzionale: da oltre due anni Napolitano chiede una legge sul tema"
Il Consiglio dei ministri approva il decreto nonostante la contrarietà del presidente della Repubblica: polemiche senza fine, scontro istituzionale ancora aperto. Intanto il Centro nazionale dei trapianti chiarisce la diversa condizione biologica fra lo stato vegetativo persistente e lo stato di morte cerebrale, unico riconosciuto come irreversibile e definitivo
Il Consiglio dei ministri approva il decreto nonostante la contrarietà del presidente della Repubblica, che non lo controfirma: polemiche senza fine, scontro istituzionale ancora aperto. Intanto il Centro nazionale dei trapianti chiarisce la diversa condizione biologica fra lo stato vegetativo persistente e lo stato di morte cerebrale, unico riconosciuto come irreversibile e definitivo
Dopo un prolungato Consiglio dei ministri, il governo approva all'unanimità il provvedimento che blocca il protocollo. Ma il capo dello Stato, che deve controfirmarlo, si era espresso contrariamente e rende noto che non lo firmerà. E' vero e proprio scontro. Berlusconi: "Se non c'è la firma di Napolitano, chiedo una legge in Parlamento in tre giorni". A Udine intanto al via la progressiva riduzione dell'alimentazione
Pubblico il testo del decreto che il governo sarebbe intenzionato a presentare. I dubbi del capo dello Stato però sarebbero notevoli. L'approvazione del provvedimento bloccherebbe la procedura che condurrà Eluana Englaro alla morte. Torna in pista anche la magistratura, con la procura di Udine che apre un fascicolo sulla vicenda
Colloquio in procura per il capo dell'équipe medica della clinica di Udine che per la Regione non possiede le condizioni per attuare il decreto della Corte di Appello di Milano. Il governo intanto prende in considerazione l'ipotesi di anticipare per decreto i contenuti del disegno di legge sul testamento biologico: "In quel caso - dice il rappresentante della famiglia Englaro - si bloccherebbe tutto"
Il governo sta valutando l'idoneità della casa di riposo e le modalità del ricovero di Eluana, fa sapere il ministro del Welfare Sacconi, mentre dal capo dello Stato arriva la richiesta di un confronto in Parlamento sui temi del fine vita
La ragazza in stato vegetativo, lasciata la clinica di Lecco dove è stata negli ultimi quindici anni, è stata trasferita nella notte nella città friulana. Il neurologo: "Fra tre giorni sarà sospesa l'alimentazione". Il ministro Sacconi: "Valutiamo la situazione, sarebbe giusto adottare un principio di cautela e di prudenza"
L'agonia di Eluana potrebbe durare molto, anche due settimane. E' la stessa sentenza della Corte d'appello di Milano che autorizzava la sospensione dell'alimentazione a definire le tappe che condurranno la giovane fino alla morte. Dal luogo all'uso di farmaci, fino alla cura e all'igiene del corpo, il dettato della volontà dei giudici
Il presidente dell'associazione italiana sclerosi laterale amiotrofica prende le distanze da Mina Welby che aveva collegato la manifestazione al ministero della Salute con la vicenda di Eluana Englaro: "E' una disabile gravissima che ha il sacrosanto diritto di poter godere di tutte le misure atte al supporto vitale"
Il presidente Formigoni giudica probabile un ricorso al Consiglio di Stato contro la decisione del Tar lombardo che ha annullato il provvedimento della Regione che vietava l'interruzione di idratazione e alimentazione. "Amarezza ma nessuna rassegnazione" nelle parole del ministro Sacconi. Il cardinale Bagnasco: "Rafforzare la medicina palliativa, investire negli hospice"
Nuovo pronunciamento giudiziario a favore del padre della giovane in stato vegetativo: il Tar lombardo ha annullato il provvedimento con il quale la Regione negò al personale sanitario di interrompere l'alimentazione: "Il diritto di rifiutare le cure è assoluto". Ma per la fine della giovane rimane in piedi l'ipotesi Udine
Il presidente di una clinica di Udine non convenzionata con il Sistema sanitario nazionale si dice disposto a valutare l'ipotesi di ospitare la ragazza. Il ministro del Welfare ribadisce i motivi del suo atto di indirizzo. A giorni la sentenza del Tar della Lombardia sul rifiuto della regione di applicare la sentenza
A Lecco una fiaccolata per commemorare il diciassettesimo anniversario dell'incidente che ha costretto la ragazza in coma vegetativo permanente. Il papà Beppino Englaro: "Vado avanti per rispettare l' accordo tacito e il patto di sangue con mia figlia"
Il consiglio di amministrazione della casa di cura vota a maggioranza il ritiro della disponibilità ad ospitare la donna in stato vegetativo per procedere all’interruzione di alimentazione e idratazione. A pesare sul passo indietro l’Atto di indirizzo inviato dal ministro del Welfare Sacconi un mese fa. I responsabili: “Costretti a ritirare l’ospitalità”. Roccella: “Nel Servizio sanitario nazionale non possono esistere zone di extraterritorialità”
La contrarietà di alcune strutture sanitarie dell'Emilia-Romagna all'appello lanciato da 250 cittadini al presidente della Regione Errani per accogliere Eluana Englaro. Tra i 12 firmatari il direttore del Centro studi ricerca sul coma Fulvio De Nigris e il direttore degli "ospedali domiciliari" dell'Ant Franco Pannuti, entrambi di Bologna
Un appello lanciato al presidente della Regione Emilia-Romagna Vasco Errani per accogliere la ragazza in stato vegetativo nelle strutture della regione alla base del confronto fra lo stesso governatore e il ministro. Errani: "La scelta del luogo di cura e assistenza è del cittadino, le autorità non possono intervenire". Sacconi: "Nessuno può fare come Ponzio Pilato"
La Corte europea per i diritti dell'uomo di Strasburgo ha respinto, giudicandolo "irricevibile", il ricorso presentato un mese fa da diverse associazioni contro la sentenza della Corte d'appello di Milano che autorizza la sospensione dell'alimentazione e idratazione. Per i giudici non c'è "legame diretto" fra i richiedenti e la donna
Interrompere nutrizione e idratazione delle persone in stato vegetativo persistente non è legale per le strutture pubbliche e private del Servizio sanitario nazionale. Lo stabilisce un atto di indirizzo che il Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali ha inviato alle regioni. Il provvedimento, che ha carattere generale, basato sui pareri del Comitato nazionale di bioetica e sulla Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità
Ecco il testo integrale dell'atto di indirizzo inviato dal ministro del Lavoro, Salute e Politiche sociali ai presidenti delle Regioni: si segnala che la nutrizione, l'alimentazione e l'idratazione sono un sostentamento ordinario di base e non possono essere interrotti. Richiamata anche la Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità
La famiglia della donna in stato vegetativo ha individuato la casa di cura nella quale intende procedere all'interruzione dell'alimentazione e idratazione, come stabilito dalla Corte d'appello. Il trasferimento rinviato in seguito all'atto di indirizzo emesso dal Ministero del Welfare che definisce non legale quella procedura nelle strutture pubbliche e private del servizio sanitario nazionale
La Corte Europea di Strasburgo ha aperto un fascicolo in merito al ricorso presentato da 34 associazioni che si oppongono alla decisione della Cassazione di sospendere l'alimentazione e l'idratazione per Eluana Englaro. Negata la procedura d'urgenza, il procedimento avrà rito ordinario e la sentenza resta esecutiva. La famiglia orientata a trasferire Eluana in una clinica del Friuli Venezia Giulia. Il presidente del Consiglio superiore di Sanità: "E' eutanasia"
Per i genitori dell'Associazione bambini cerebrolesi provvedimenti tanto gravi come il riconoscimento del diritto al rifiuto ai trattamenti medici o di cura primaria vanno applicati solo in presenza di riscontri scientifici e strumentali inequivocabili: "Le attuali definizioni non danno garanzie adeguate". In una lettera al senatore Marino la richiesta di partecipare al dibattito e l'importanza dell'azione per facilitare la vita di chi assiste a domicilio persone in stato vegetativo o gravissime
Partecipazione e ascolto per il dibattito parlamentare, aiuti concreti alle famiglie e agevolazioni: le famiglie con bambini e ragazzi cerebrolesi scrivono una lettera al capogruppo in commissione Sanità in Senato Ignazio Marino, primo firmatario di una fra le proposte di legge sul testamento biologico
L'organismo voluto dal ministero del Welfare per approfondire la questione dello "stato vegetativo" presenta un documento sul tema: imprecise le definizioni di condizione 'permanente' e 'irreversibile'. Si tratta di "pazienti in stato di gravissima disabilità, che hanno bisogno di rispetto, cure, attenzione e delicatezza". Un glossario precisa i significati dei termini più diffusi, da "coma" a "stato di minima coscienza", fino a "morte cerebrale"
Stato vegetativo permanente e persistente, coma, morte cerebrale, stato di minima coscienza: dagli esperti del ministero del Welfare un documento/glossario per spiegare caratteristiche e differenze delle singole condizioni, e valutare l'opportunità di utilizzo dei singoli termini. Approfondimento anche sui criteri diagnostici di accertamento. Ecco il testo integrale
Il caso della giovane lombarda alla quale verrà interrotta l'idratazione e l'alimentazione continua a far discutere sui principi e sulle conseguenze pratiche. Il Centro di bioetica dell'Università Cattolica sottolinea il contrasto con quanto affermato dalla Convenzione sui diritti delle persone con disabilità in materia di cure e sommistrazione di cibo e liquidi alle persone disabili
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della procura di Milano e ha scritto l'ultima parola sulla vicenda giudiziaria che ruota intorno alla ragazza da 17 anni in stato vegetativo: Eluana può essere portata alla morte. Si confermano i principi già decisi dalla Corte un anno fa: niente idratazione e alimentazione se lo stato del soggetto è irreversibile e si può ricostruire la sua volontà presunta
Dal presidente del Comitato "Cinzia Fico", impegnato nell'assistenza alle persone con grave disabilità, un commento alla conclusione giudiziaria della vicenda Englaro: "Prima di decretare il diritto alla morte, le istituzioni farebbero bene ad assicurare - con la stessa efficienza ed efficacia - il diritto alla vita, anche se quest'ultimo costa molto di più"
L'agonia di Eluana potrebbe durare molto, anche due settimane. E' la stessa sentenza della Corte d'appello di Milano che autorizzava la sospensione dell'alimentazione a definire le tappe che condurranno la giovane fino alla morte. Dal luogo all'uso di farmaci, fino alla cura e all'igiene del corpo, il dettato della volontà dei giudici
L'uomo che nel 2005 si risvegliò dopo due anni di coma e numerose diagnosi di stato vegetativo permanente: "Nessuno ha il diritto di dire di sapere se Eluana sia in grado di capire o meno". E ricorda l'importanza dell'assistenza e delle cure ai numerosi malati che sono lasciati soli con le famiglie e abbandonati dalle istituzioni
C'è chi sottolinea la bontà del principio della libertà di decisione di cura e chi ricorda d'altro canto che idratazione e alimentazione non possono essere considerate delle terapie e che in ogni caso la volontà di Eluana è stata basata su una ricostruzione effettuata a posteriori, dunque non verificabile al momento attuale. Le principali argomentazioni in campo sulla vicenda della giovane in stato vegetativo
Il fratello di Salvatore, l'uomo che nel 2005 si risveglio' dopo due anni di stato vegetativo si rivolge al padre di Eluana: ''Hai gia' vinto la tua battaglia giudiziaria, ma lasciala vivere. Il diritto a morire non puo' essere la nuova frontiera". La proposta di una nuova, ulteriore terapia e l'invito ad un incontro fra i due
Il leader dell'Italia dei valori chiede che l'esercizio della tutela, nel caso riguardi una persona in stato vegetativo permanente e irreversibile, non possa consentire al tutore di autorizzare la disattivazione dei presidi sanitari utilizzati per il mantenimento in vita della persona. La proposta di legge è stata assegnata al vaglio delle commissioni riunite Giustizia e Affari sociali
Il testo integrale della lettera inviata dalla famiglia di Salvatore Crisafulli, l'uomo che tre anni fa si risvegliò dopo aver passato due anni in una condizione definita dai medici di stato vegetativo permanente, al padre della ragazza di Lecco, per la quale il genitore ha chiesto la sospensione dell'alimentazione e idratazione
La mancata pluralità dell'informazione sul caso di Eluana Englaro preoccupa l'associazione "Gli amici di Luca" della casa dei risvegli Luca De Nigris: una lettera al giornalista Gad Lerner, firmata dal presidente De Nigris, sottolinea l'inadeguatezza della puntata di martedì 28 ottobre de "L'infedele" su "Eluana anima prigioniera"
Visita a domicilio da Crisafulli del presidente della Regione e dell'assessore alla Famiglia del Comune di Catania per verificare le sue necessità assistenziali. Convocata anche una conferenza dei servizi
Il padre di Luca de Nigris ha invitato Peppino Englaro, il papa' di Eluana, a partecipare a un dibattito sul ritorno alla vita che il 6 ottobre si terra' a Bologna. “Lo abbiamo invitato a venire a questa iniziativa perche' secondo noi un punto importante e' l'ascolto”
Un progetto personalizzato di assistenza per il singolo caso e un impegno organico per assicurare assistenza adeguata alle persone in stato vegetativo: questi gli impegni promessi dal presidente Berlusconi, nella lettera di risposta a Salvatore Crisafulli, la regione Sicilia erogherà i fondi necessari alla sua assistenza, di cui il comune di Catania non riesce a farsi carico
La vicenda del 43enne catanese che si risvegliò dopo due anni di stato vegetativo permanente: le proteste per chiedere assistenza e sostegno da parte delle istituzioni, gli appelli pubblici, gli scioperi della fame. "Non vogliamo l'eutanasia, ma una vita dignitosa"
Il presidente Berlusconi raccoglie l'appello di Salvatore Crisafulli, che il 5 settembre scorso gli aveva inviato una lettera in cui minacciava di lasciarsi morire, nel caso in cui le Sue richieste fossero cadute nel vuoto. "In questi giorni stiamo verificando i rapporti con le strutture sanitarie e le amministrazioni locali, per individuare le possibili soluzioni ai problemi di assistenza che Lei denuncia"
Gravemente disabile dal 2003, il 43enne catanese scrive al presidente del Consiglio Berlusconi, dopo essere stato deluso dalla reazione del presidente Napolitano, cui in passato si era appellato. Chiede adeguata assistenza per i disabili gravissimi: “. Se lo Stato riuscisse a garantire pienamente la tutela della vita, in ogni fase della malattia e della disabilità, credo non esisterebbe alcun fenomeno di eutanasia”
L'uomo, nato a Catania 43 anni fa, dal 2003 è gravemente disabile a causa di un incidente stradale. A marzo ha dato inizio a una "protesta contro l'eutanasia passiva dello Stato italiano". Deluso dalla reazione del presidente della Repubblica Napolitano, si rivolge al presidente del Consiglio Berlusconi, rinnovando il suo appello per una migliore assistenza verso i disabili gravissimi
Nuove linee guida per la legge 40, raccolta del sangue cordonale e le biobanche, coordinamento delle politiche sulla maternità: il sottosegretario con delega alla sanità traccia il bilancio del lavoro svolto
Nell’ordine del giorno depositato al Senato, il Ps chiede “un’apposita sessione per l’esame e l’eventuale approvazione entro l’anno 2008 di un disegno di legge in materia di consenso informato e dichiarazioni di volontà anticipate nei trattamenti sanitari, idoneo a colmare il segnalato vuoto legislativo”
Ragionevole e sensato secondo alcuni, sconcertante secondo altri. Divide il ricorso della Procura generale di Milano contro la sentenza della Corte di Appello che ha autorizzato la sospensione dell'alimentazione alla ragazza in stato vegetativo da anni
La Procura Generale di Milano ha presentato ricorso contro il decreto con il quale la Corte d'Appello Civile ha concesso al padre di Eluana di decidere la sospensione dell'alimentazione e dell'idratazione: "L'irreversibilità dello stato vegetativo permanente non è stato accertato con sufficiente oggettività". E intanto il Parlamento solleva conflitto di attribuzione contro la Cassazione
Alcune associazioni rappresentative che si occupano di coma e stati vegetativi si schierano con forza a favore del conflitto di attribuzione che sarà discusso in aula a palazzo Madama martedì prossimo: l’auspicio che si faccia in tempi brevi. “Una sentenza di questa portata rischia di aprire le porte a uno sterminio di soggetti deboli"
Palazzo Madama valuta se sollevare davanti alla Corte Costituzionale un eventuale conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato fra il Senato e la Corte di Cassazione. Continua il dibattito sulla sentenza di Milano: documento di Scienza e Vita contro la “sentenza di morte”
Mario Caldora, responsabile del Comitato "Cinzia Fico" composto da genitori di persone con disabilità gravissima: "Libera scelta per la persona malata, ma i casi come questi sono numerosi: grave stabilire in modo univoco la dignità"
Salvatore Crisafulli, per due anni giudicato dai medici in stato vegetativo permanente: “Capivo e sentivo tutto: non esistono dei parametri e dei criteri validi per accertare l’irreversibilità di quella condizione. La sentenza di morte emessa è agghiacciante e cancella le nostre speranze condannando duramente tutti i disabili gravissimi”
L’associazione dei genitori dei bambini celebrolesi si schiera contro la decisione dei giudici che hanno autorizzato la sospensione dell’alimentazione forzata di Eluana Englaro. “Si sta dicendo che se si ha una disabilità gravissima non vale la pena vivere: mentre noi siamo testimoni di quanto l’amore che abbiamo per i nostri figli e la loro stessa vita”
Il commento e gli interrogativi di Marina Cometto, presidente dell'associazione "Claudia Bottigelli" e con una figlia disabile gravissima, sulla vicenda di Eluana Englaro
L’Associazione bambini celebrolesi sulla vicenda di Eluana Englaro: il punto fondamentale non è capire se chi vive in condizioni estreme ha diritto di morire ma se si fa abbastanza per loro in termini di affetto, sostegno e solidarietà. La nostra esperienza è purtroppo negativa e “non deve meravigliare se molti non riescono a cogliere il valore della vita di una persona con disabilità, specialmente se gravissima”
Salvatore Crisafulli, per due anni in coma e in stato vegetativo, con altre novanta famiglie scrive al capo dello Stato per chiedere una riflessione sulla condizione delle persone affette da malattie gravissime e sulla mancata attuazione delle leggi che garantiscono il diritto alla salute sancito dalla Costituzione: “Non vogliamo la dolce morte, ma una vita migliore”. In Italia troppo abbandono e indifferenza: “Il diritto di morire non può diventare la nuova frontiera dei diritti umani”
Informato della sospensione dello sciopero della fame, il presidente della Repubblica conferma il proprio impegno. Sono necessari “percorsi assistenziali personali, che siano adeguati e rispettosi della qualità della vita nelle particolari condizioni imposte dal decorso della malattia”
Contro il suicidio assistito e l’accanimento terapeutico, e a favore del dialogo con il paziente nel rispetto per le differenza culturali, con la possibilità di fare obiezione di coscienza sui temi etici. Ipasvi presenta il nuovo codice deontologico degli infermieri
Secondo il quotidiano "L'Unità" è questo il numero delle persone in stato vegetativo in Italia. E la metà di questi sarebbero bambini. Situazioni «al limite» come quella di Eluana Englaro, molto difficili da gestire anche perchè in Italia esistono poche strutture specializzate
Nella sentenza con la quale la Corte ha disposto un nuovo processo per il caso di Eluana Englaro, la ragazza in coma da 15 anni e per la quale il padre chiede la sospensione dell’ alimentazione artificiale, i giudici pongono per la prima volta paletti chiari: “L’interruzione di alimentazione e idratazione ci può essere se il paziente è in coma vegetativo irreversibile e se da cosciente non avrebbe dato l'ok al trattamento"
Sempre più esteso il dibattito sulla necessità di una legge che regolamenti le tematiche di fine vita. L'intervento da parte dei presidenti della Corte Costituzionale e della Corte di Cassazione: la legge serve. Ma l´associazione Scienza&Vita scuote la testa: "Occorre prima fare chiarezza"
Eutanasia e decisioni critiche: di fronte ai parlamentari i pareri del Consiglio Superiore di Sanità e di alcuni medici. Proposto un organismo che si pronunci sull’interruzione delle procedure vitali. Almeno duemila persone sono ventilate a domicilio
Il presidente della Commissione Igiene e Sanità al Senato sui dati del Rapporto 2007: “Sensibilità diffusa, il legislatore chiamato a colmare un vuoto”. Ribadito il no a pratiche di eutanasia. La legge in aula a Palazzo Madama entro la primavera
L´approfondimento di Superabile sulla delicata questione. Che investe la vita, la morte, i confini della normalità, la cura, le relazioni tra gli uomini, il mondo dell'informazione e le sue dinamiche
Ha la finalità di elaborare un documento su servizi e procedure inerenti la terapia del dolore, le cure palliative e le cure di fine vita. Turco: ’’Garantire qualità e dignità della vita in tutte le sue fasi’’. I 30 membri del nuovo organismo
Il vicepremier al question time ribadisce la posizione del governo sulle decisioni riguardanti gli ultimi momenti di vita: non esiste un diritto alla morte. Si lavorerà sullo strumento del testamento biologico
Il gip di Udine archivia il procedimento per il reato di omicidio volontario contro il padre e le 13 persone dello staff medico della clinica friulana dove la donna morì il 9 febbraio 2009. Beppino Englaro: "Non poteva finire diversamente". Avvenire: "Basterà un legale per decidere della vita di una persona?"
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