Tra le richieste al governo: un ambulatorio ginecologico, privo di barriere architettoniche, per l'accoglienza e la cura delle pazienti disabili e una formazione idonea del personale medico e paramedico

ROMA - Promuovere linee guida, in collaborazione con le regioni, affinché nell'ambito dei piani sanitari regionali e della normale attività ambulatoriale ospedaliera, sia predisposto in ogni Asl del territorio nazionale un ambulatorio ginecologico, privo di barriere architettoniche, per l'accoglienza e la cura delle pazienti disabili. E ancora assumere iniziative volte a favorire una formulazione idonea del personale medico e paramedico, preparandolo anche per l'accoglienza personalizzata e l'ascolto delle donne con disabilità e inoltre adottare iniziative per garantire una tempistica per le prestazioni sanitarie dedicate, diverse da quella standard, in funzione della necessità della paziente. Questi gli impegni chiesti al governo nella risoluzione che vede come prima firmataria Livia Turco del Pd e che è stata presentata alla Camera mercoledì 14 luglio.
Secondo dati statistici le donne con disabilità che vivono in famiglia sono 1 milione e 727 mila Moltissime di queste donne - si legge nell'atto - riscontrano gravi difficoltà di comunicazione che rende loro problematico l'accesso e l'ascolto in caso di controlli e visite di tipo ginecologico. Le donne con disabilità soffrono degli stessi problemi ginecologici di cui è afflitto tutto l'universo femminile e, per alcune di loro con malattie rare, è necessario uno screening costante per incidenza di patologie tumorali. Nella risoluzione si sostiene però che sono pochissime le strutture pubbliche in grado di garantire prestazioni ginecologiche a donne affette da disabilità, perché munite di attrezzature e arredi adeguati, come ad esempio sollevatori e lettini regolabili, o semplicemente perché dotate di personale specializzato dedicato, formato e disponibile professionalmente e umanamente a rapportarsi con persone che esulano dal rapporto abituale medico-paziente. (dp)
(16 luglio 2010)




