Oceano borderline: è stato l'argomento principale discusso al convegno di ieri presso la Sala Gialla di Palazzo dei Normanni a Palermo e organizzato dal Centro Studi Relazionale Mediterraneo - Csrm. Tra i relatori, Luigi Cancrini: "Riteniamo che le origini del disturbo risalgano ad alcune vicende infantili difficili vissute da bambini"

PALERMO - "Navigando per un oceano borderline" questo è stato l'argomento al centro del convegno, svoltosi oggi presso la Sala Gialla di Palazzo dei Normanni e organizzato dal Centro Studi Relazionale Mediterraneo - Csrm. Il contributo maggiore sul fenomeno borderline è stato dato da Luigi Cancrini. "La parola borderline ha un uso sempre più vasto tra i professionisti della mente e nel parlare comune della gente - riferisce Luigi Cancrini -, semplicemente perché lo spazio occupato dalle situazioni di sofferenza legate ad un funzionamento borderline della mente è molto più ampio (l'océano) di quelli occupati dalle nevrosi e dalle psicosi (i continenti che dall'océano sono separati)".
"L'aspetto importante da considerare è che le ultime statistiche ci dicono che a distanza di 7 anni da quando sono stati in cura, il 75% dei soggetti non soddisfa più i criteri della diagnosi e può ritenersi guarita - continua il prof. Cancrini -. Inoltre in questi casi la percentuale di recidiva non ha mai superato il 5%. Si tratta di un disturbo della personalità che riguarda un funzionamento rigido della mente nei confronti delle circostanze della vita. La caratteristica interessante, soprattutto per chi opera con impegno nella cura di questo disturbo, è quella della sua reversibilità".
Una riflessione è stata fatta a proposito dei traumi infantili da cui può avere origine questo distrurbo della personalità. "Riteniamo che le origini del disturbo risalgano ad alcune vicende infantili difficili vissute da bambini - prosegue Cancrini -. Per questo occorre fare un grande lavoro di prevenzione con i bambini. Negli adulti si tratta di contenere certi comportamenti. Il bambino maltrattato è un bambino che terrà le sue ferite dentro facendole riemergere in età adulta nelle circostanze della vita".
Cancrini ha parlato anche del disturbo borderline alla base del reato di "stalking". Quasi 7 milioni di donne - secondo i dati Istat 2007 -hanno subito violenza nel corso della loro vita, spesso dal proprio partner. Nel periodo che intercorre tra il 23 febbraio e 31 ottobre 2009, la Sicilia riguardo questo tipo di reato si colloca al terzo posto dopo la Lombardia ed il Piemonte. "Lo Stalking è un innamoramento violento in cui il soggetto ha una visione alterata dell'altro - aggiunge il professore -. Oggi non siamo ancora in grado di sapere con esattezza quanto sia diffuso lo stalking perché ci vuole ancora tempo. E' importante rilevare però come lo stalking sia guardato come un problema da curare".
A proposito dell'uso sempre più spesso improprio del termine borderline, utilizzato da persone non competenti, il professore aggiunge che "questo si verifica perché oggi il termine viene usato come un etichetta. In questo caso direi che bisognerebbe evitarlo anche perché ognuno di noi, se sottoposto a particolari stress, può funzionare in maniera borderline. La mappa di questo oceano borderline ancora non è stata tracciata completamente".
All'incontro sono intervenuti inoltre Marianna Caronia, consigliere dell'ordine della regione siciliana; Maria Teresa Noto, consigliera dell'ordine degli psicologi; Rita D'Angelo direttore del Csrm; Cristina Lanzarone, psicoterapeuta sistemico relazionale e Antonio Bongiorno, psicologo clinico e psicoterapeuta cognitivo.
Luigi Cancrini è presidente del Centro Studi di Terapia familiare e relazionale di Roma (Cstfr), direttore scientifico e supervisore del Centro Aiuto al Bambino maltrattato e alla famiglia, direttore scientifico e supervisore delle Comunità Terapeutiche di Saman, supervisore di Reverie Comunità 1 e autore di innumerevoli pubblicazioni e libri scientifici. (set)
(12 febbraio 2010)




