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Servizio civile, Cnesc: "Non siamo il tappabuchi delle carenze statali"

La Conferenza nazionale degli enti chiede che siano almeno 40 mila i giovani impegnati ogni anno: "Solo così sarà possibile stabilire quote di riserve per i progetti legati alla disabilità senza far esplodere il sistema"

volontari del servizio civile

ROMA - "Il servizio civile non è il tappabuchi delle carenze statali". Lo dichiara la Cnesc, Conferenza nazionale enti per il servizio civile in una nota. "Il servizio civile nazionale - prosegue la nota - è uno strumento di crescita e di educazione dei giovani e della società civile ai principi fondanti la nostra Costituzione quali la pace, la solidarietà e la cittadinanza attiva. E questo deve restare! . Per questo, unendoci al recente appello di altre organizzazioni, continuiamo a chiedere che vi sia un deciso sostegno a questa esperienza garantendo ad almeno 40 mila giovani all'anno di poter svolgere il servizio civile nazionale. Oggi non solo non viene garantito questo numero minimo, ma si rischia una pericolosa deriva del servizio civile nazionale per essere utilizzato per tappare quei buchi che il nostro sistema di welfare non riesce a chiudere".

"Ci riferiamo - prosegue la nota - anche alle richieste, fatte da alcune organizzazioni operanti in talune forme di grave disabilità, di stabilire quote di riserve per i progetti operanti in tali ambiti. Noi vorremmo affrontare i temi della disabilità, anche in materia di servizio civile, a partire dalla condivisione di un comune approccio in una logica inclusiva nei diversi settori di intervento. Il 60% dei progetti degli enti della Cnesc è realizzato nel settore dell'assistenza tra cui anche della disabilità, e quindi viviamo quotidianamente le esigenze dei cittadini  e delle famiglie eppure pensiamo che solo con la garanzia di  un contingente minimo di 40 mila volontari all'anno e finanziamenti conseguenti sarà possibile collocare la richiesta senza far esplodere il sistema". Non siamo disposti - conclude la Cnesc - né a fomentare né a partecipare a guerre tra poveri!".

(2 marzo 2010)

Servizio civile: la Fand a Palazzo Chigi per chiedere la precedenza ai progetti per persone disabili

minifestanti con striscioniAlcuni rappresentanti della Federazione sono stati ricevuti dall'entourage del sottosegretario Letta: le associazioni chiedono che il governo intervenga per anticipare i tempi e rendere effettiva la priorità dei progetti destinati all'assistenza alle persone con disabilità. Ma la Conferenza nazionale degli enti del servizio civile precisa: "Non siamo il tappabuchi delle carenze statali"