Secondo il quotidiano La Stampa, Giuseppe Pellegrino avrebbe sostenuto che i disabili non dovrebbero essere inseriti nelle classi. "Mi riferivo ad alcune gravi tipologie di disabilità psichica". L'assessore annuncia querela

MILANO - "Dico sì ai disabili a scuola": Giuseppe Pellegrino, assessore all'istruzione del Comune di Chieri (Torino), ha chiuso con questa frase la conferenza stampa in cui ha smentito le dichiarazioni che gli sono state attribuite da La Stampa venerdì 24 settembre nell'articolo "Assessore-choc: Fuori i disabili dalle classi". Secondo il quotidiano, durante il consiglio comunale del 21 settembre l'assessore avrebbe sostenuto che i disabili non dovrebbe essere inseriti nelle classi. Per loro sarebbero meglio strutture ad hoc. Sabato Giuseppe Pellegrino ha voluto chiarire il suo pensiero e ha annunciato una querela contro la Stampa: "Mi riferivo ad alcune gravi tipologie di disabilità psichica -ha detto Giuseppe Pellegrino-, per le quali il sostegno che si può offrire nelle scuole che conoscono non mi pare soddisfacente". Per le altre tipologie invece "l'inserimento a scuola è assolutamente necessario".
Secondo l'assessore di Chieri in alcuni casi è controproducente per il bambino stesso l'inserimento in una classe. "Nell'interesse primario del minore è opportuno il coinvolgimento in strutture adatte con personale qualificato". E cita l'esempio di un bambino che passava la giornata nel corridoio di una scuola di Chieri tirando calci e pugni contro la parete. "In quel caso il problema è stato risolto proprio grazie al suo inserimento in una struttura con personale specializzato". "Mi sembra che questo pensiero non sia per nulla assimilabile al tutti i disabili fuori dalla scuola che mi ha messo in bocca l'articolista de La Stampa".
Le parole dell'assessore non sono bastate a placare lo sconcerto dell'associazione Mamme H che chiedono le sue dimissioni. "Assessore vorremmo spiegarle che la diversità è un valore fondamentale per una società che include -scrivono in una lettera aperta a Giuseppe Pellegrino-, ma, a volte, come in questo caso, la diversità è stata descritta come un maleficio, che danneggia chiunque ne sia a contatto".
La scuola deve essere una palestra per imparare ad accettare le diversità. "Il suo incarico istituzionale, avrebbe dovuto permettere tutto questo -si legge sempre nella lettera-, anziché creare imbarazzo alla Giunta a cui appartiene, e sdegno nei confronti di persone che hanno sempre creduto nella uguaglianza e nel rispetto della vita! Lei è stato indicato per tutelare i diritti delle persone "tutte" , ed è inaccettabile che debba occupare un assessorato così considerevole, dopo aver espresso giudizi di estrema intolleranza e settarismo, che neppure la sua smentita durante la conferenza stampa del 25 settembre ha cancellato dando segno di incompetenza ed inadeguatezza a ricoprire il suo ruolo". (dp)
(27 settembre 2010)














