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Il Punto

Gestione dei servizi, i comuni scelgono le cooperative

Rapporto Auser su enti locali e terzo settore. Nel Nord-Ovest le cooperative gestiscono l’88% dei servizi. Alle associazioni sono affidati i servizi “innovativi” e “integrativi”. Quasi un contratto su tre dura massimo un anno. E c’è poca trasparenza nei criteri di affidamento dei servizi sociali comunali

ufficio con computer

ROMA - Sono soprattutto le cooperative sociali a gestire i servizi sociali affidati all'esterno dai comuni. Secondo il terzo Rapporto dell'Auser sugli enti locali e il terzo settore presentato questa mattina a Roma, questo dato è particolarmente evidente nel Nord del paese, e nel Nord-Ovest in particolare, dove le cooperative sociali gestiscono l'88% dei servizi. Invece le associazioni di volontariato, che nel Nord-Ovest si attestano al 10%, risultano affidatarie dei servizi sociali principalmente al Sud (21%) e nelle Isole (23%).

Le cooperative sociali - si legge nel Rapporto - gestiscono soprattutto servizi di assistenza domiciliare agli anziani, interventi assistenziali di base (gestione di centri con ospiti residenziali) e servizi all'infanzia, specie quelli a carattere educativo e ricreativo. Mentre alle associazioni di volontariato vengono affidati principalmente i cosiddetti servizi "innovativi" e "integrativi", come i laboratori di animazione sociale, gli interventi di sollievo e supporto psicologico, i trasporti sociali, l'accompagnamento e i servizi agli immigrati.

Tra gli altri punti critici messi in rilievo dal Rapporto la mancanza di trasparenza dei criteri di affidamento dei servizi sociali comunali. A questo si aggiunge la breve durata degli incarichi, la carenza di controlli degli uffici comunali sull'operato del Terzo settore e in particolare sul fenomeno del lavoro nero, che costituiscono "elementi di forte incertezza nella ripartizione della spesa sociale", soprattutto per quanto riguarda "l'erogazione di prestazioni di qualità".

Quanto alla durata media dei contratti è fino a un anno nel 30% dei casi, dai 2 ai 3 anni nel 55% e oltre i 3 anni nel 15%. Soprattutto al Sud - viene sottolineato ancora nel Rapporto - sono ancora numerose le convenzioni con un anno di vita. Nelle isole, infatti, il 40% dei contratti ha una durata fino a un anno, mentre nelle restanti aree del Sud questa percentuale scende al 33%. "La breve durata degli incarichi - sottolineano i curatori - costituisce elemento di forte incertezza nelle prestazioni di efficienza e di efficacia della spesa sociale" (ap)

(5 marzo 2010)

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