L'esperienza di Giovanni Grillo, membro del gruppo pilota del progetto "My opinion my vote", che con la madre è stato ospite privilegiato di un programma che li coinvolgerà in prima persona per diventare cittadini attivi

ROMA - "E' tornato entusiasta, abbiamo scritto un diario su quei giorni e lui, oltre a ricordare i momenti goliardici con gli amici, ha raccontato gli incontri con i politici e le visite alle istituzioni europee". Racconta così Mery Ivaldi l'esperienza di suo figlio Giovanni Grillo, membro del gruppo pilota del progetto "My opinion my vote", finanziato dalla Comunità Europea all'interno del programma Lifelong Learning Programme, nell'azione Grundtvig.
Giovanni, Benedetta, Italo e Monica alla fine di gennaio sono stati infatti a Bruxelles come ospiti privilegiati di un programma che li coinvolgerà fino all'ottobre 2010 in prima persona per diventare cittadini attivi dell'Italia e dell'Europa. "Giovanni - racconta la signora Ivaldi - ha sempre mostrato molto interesse per gli argomenti di politica e di attualità, vede ogni giorno il Tg dei ragazzi su Rai Tre e si infervora sui discorsi di interesse pubblico". Il ragazzo è il primo di tre figli, tutti maschi, il secondo Edoardo ne ha 21, l'ultimo 15. "I fratelli - spiega ancora la mamma di Giovanni - sono coinvolti nelle sue discussioni e finiscono per imparare da lui come si vive nel mondo da cittadini". Il ragazzo vive a Roma da alcuni anni, la sua famiglia viene dal nord e ha vissuto il lungo calvario di molti genitori con figli down: problemi cardiaci, operazioni. Per Giovanni, ventiduenne e ormai ristabilitosi grazie al pacemaker, la vita è tutta da vivere: "Lo scorso anno - racconta la mamma - ha preso la maturità magistrale e ora, dopo aver frequentato dei tirocini per l'inserimento nel mondo del lavoro fa teatro". Lo studia da due anni e lo pratica con costanza e gioia, perché gli piace, "è un modo di esprimersi che lo aiuta moltissimo, sia come persona sia per i difetti di pronuncia che sta migliorando". Oltre al fatto che l'esercizio di un uso della voce controllato e impostato "ha migliorato notevolmente le sue corde vocali, compromesse dalle lunghe degenze ospedaliere dove veniva intubato".
Ma in cosa è consistito il viaggio a Bruxelles? La mamma del ragazzo racconta il programma dettagliato: "Prima di tutto sono partiti da soli, con l'operatrice (Carlotta Leonori) quindi per loro è stata un'esperienza di autonomia molto importante. Il programma era molto serrato: si sono incontrati con i gruppi degli altri paesi che hanno presentato le loro nazioni, poi hanno condiviso la mensa con le persone che lavorano nelle sedi dell'Unione europea". I ragazzi hanno avuto l'opportunità di vedere il parlamento europeo e parlare con un parlamentare italiano e poi di visitare la commissione europea. "Siamo molto felici che nostro figlio abbia avuto questa opportunità: essere stato inserito in questo progetto - conclude - gli da la possibilità di ampliare notevolmente le proprie conoscenze e la propria autonomia, aiutandolo a crescere in modo armonico significativo e importante". (Marta Rovagna)
(19 marzo 2009)





