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Non autosufficienza. Sacconi: “Piena disponibilità per evitare ritardi nell’erogazione alle Regioni"

Il ministro del Welfare risponde al presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani, che aveva messo nero su bianco i timori per il ritardo del Fondo. Ma ammonisce: "Così non va, è ampiamente dimostrato il ritardo di alcune Regioni, in particolare del Mezzogiorno, nell'offerta di assistenza extra-ospedaliera"

Maurizio Sacconi

ROMA - "Piena disponibilità" del ministero del Lavoro e delle Politiche sociali per "evitare che si produca un ritardo nell'erogazione delle risorse previste dal Fondo nazionale per le non autosufficienze nel 2010, pari a 400 milioni". Ma con un monito preciso: l'utilizzo delle risorse così non va. Maurizio Sacconi risponde a Vasco Errani, presidente della Conferenza delle Regioni, che nei giorni scorsi aveva messo nero su bianco i suoi timori per il ritardo del Fondo in una lettera inviata allo stesso ministro. Secondo Sacconi è "necessario accelerare i tempi del confronto tecnico e politico" e "affrontare il tema di un più efficace utilizzo delle risorse afferenti al Fondo, pure riconfermando - data la situazione - i criteri di riparto delle risorse tra le Regioni e le Province autonome già utilizzati nel triennio 2007-09".

Sacconi evidenzia i punti critici: sulla base delle risultanze del monitoraggio finora effettuato sull'utilizzo del Fondo "è abbastanza evidente una forte disomogeneità tra le diverse realtà regionali e, pur non mancando esempi virtuosi, gli interventi previsti sono stati immaginati, in molti casi, prescindendo da una logica di integrazione socio-sanitaria". D'altra parte, rimprovera il ministro, "è ampiamente dimostrato il ritardo di alcune Regioni, in particolare del Mezzogiorno, nell'offerta di assistenza extra-ospedaliera: dalle risultanze del Sistema informativo sanitario si evidenzia, ad esempio, come l'assistenza residenziale per gli anziani sia a livelli di eterogeneità tra le regioni tali da registrarsi oltre 2mila posti ogni 10mila anziani in Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia e Province di Trento e Bolzano da un lato e meno di 100 posti nelle grandi regioni del Mezzogiorno - Campania, Puglia e Sicilia - dall'altro".

In queste condizioni "di estrema differenziazione dell'offerta - fa notare Sacconi - è difficile immaginare che investimenti non sistemici su alcuni aspetti previsti dalla precedente intesa" possano "produrre risultati". Il "supporto alle famiglie delle persone non autosufficienti, inoltre, si è frequentemente limitato a erogazioni monetarie variamente denominate, in questo modo fornendo risposte di breve periodo al loro bisogno, laddove le risorse del Fondo avrebbero potuto costituire un volano per migliorare l'organizzazione dei servizi in un'ottica di crescita strutturale dell'offerta".

Peraltro, "il monitoraggio finora condotto sulle azioni del Fondo ha messo in evidenza una strutturale difficoltà nella rendicontazione analitica sugli interventi predisposti, rendendo necessario lo sviluppo di un sistema informativo". Per Sacconi la nuova intesa deve "includere forme e modalità di monitoraggio della spesa e di erogazione strettamente connesse, a cominciare dalla fase di programmazione degli interventi - di cui va valutata la coerenza con gli obiettivi generali - e in prospettiva prevedendo la concessione di risorse finanziarie - almeno per una minima parte - subordinatamente al raggiungimento degli obiettivi prefissati".

Secondo il ministro, poi, le risorse nazionali devono essere "anche occasione per lo sviluppo di innovazione e sperimentazione nel campo delle politiche in favore delle persone non autosufficienti, al fine di evitare fenomeni purtroppo ancora frequenti di istituzionalizzazione, o per promuovere interventi in aree che rischiano di non avere l'attenzione necessaria come nel caso del supporto alle famiglie delle persone in stato vegetativo o in condizione di disabilità estrema oppure per innovare e rafforzare l'intervento all'insorgere di patologie quali l'Alzheimer".

"È sulla base di queste considerazioni - avverte Sacconi - che siamo pronti a discutere una proposta di riparto delle risorse del Fondo 2010 che, mantenendo gli stessi criteri del triennio precedente, modifica però gli utilizzi nella speranza che ci sia una condivisione da parte delle Regioni e Province autonome e si possa raggiungere una rapida intesa in sede di Conferenza Unificata". Sacconi richiama infine "l'attenzione delle Regioni sulla designazione del 2010 quale Anno Europeo della lotta alla povertà ed esclusione sociale. Questa priorità dell'Unione Europea è richiamata al fine di proporre alle Regioni che le risorse ripartite col Fondo in questa annualità siano per quanto possibile destinate agli interventi di chi vive condizioni di maggiore deprivazione ed esclusione, in particolare nelle aree quindi della povertà estrema, dell'inclusione sociale degli immigrati, dell'accoglienza dei minori fuori della famiglia di origine, inclusi i minori stranieri non accompagnati, favorendo forme di supporto inclusive quali l'affidamento familiare".

(24 febbraio 2010)

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