Rapporto Istat. I servizi di trasporto in genere sono utilizzati in misura inferiore rispetto al resto della popolazione. L'accesso agli uffici pubblici? L'aspetto più critico sono le lunghe file di attesa

ROMA - Il diritto ad una mobilità più agevole nel territorio, potendo disporre di una pluralità di alternative, è fondamentale per la vera integrazione, in ogni attività sociale, delle persone con ridotta autonomia. Ma questo diritto è garantito in Italia? Un primo segnale, evidenziato dal Rapporto Istat: le persone con disabilità motoria usano i servizi di trasporto in misura inferiore rispetto al resto della popolazione. Nella graduatoria dei servizi di trasporto utilizzati dalle persone di 14 anni e più con riduzione di autonomia, al primo posto ci sono i mezzi pubblici urbani (autobus, filobus e tram), seguiti da treno e pullman.
Il 20,3 per cento degli utenti con limitazioni utilizza i mezzi pubblici urbani, il 13,7 per cento il treno e il 10,6 per cento il pullman; le quote diminuiscono per le persone con gravi limitazioni: il 15,7 per cento utilizza i mezzi pubblici urbani, il 10,9 per cento il treno e l'8,2 per cento il pullman.
"Il treno in particolare - evidenzia il Rapporto - sembra essere il mezzo utilizzato con più difficoltà dalla popolazione disabile: le differenze di utilizzo rispetto alla popolazione complessiva sono in questo caso particolarmente rilevanti e crescenti al diminuire del grado di autonomia personale".
Treno e pullman sono utilizzati soprattutto dai più giovani, indipendentemente dal grado di autonomia personale posseduto. L'utilizzo dei mezzi pubblici urbani è elevato nelle fasce di età giovanili (14-24 anni), decresce tra i 25-44 anni, per poi ricrescere alle età successive fino ai 74 anni e poi diminuire di nuovo tra i molto anziani.
Gli utenti disabili sono soddisfatti dei trasporti? Per i mezzi pubblici urbani, si ritengono soddisfatti principalmente per velocità delle corse, comodità degli orari, possibilità di collegamento tra zone del comune, possibilità di trovare posto a sedere, frequenza delle corse, pulizia delle vetture e puntualità; negli ultimi posti della graduatoria delle soddisfazioni troviamo il costo del biglietto e la comodità di attesa alle fermate. Rispetto all'utilizzo del treno - utilizzo più diffuso nel Centro-Nord -, gli utenti con limitazioni di autonomia sono soddisfatti soprattutto per la frequenza delle corse e per la possibilità di trovare posti a sedere. Gli utenti con gravi limitazioni di autonomia sono meno soddisfatti della possibilità di trovare posto a sedere rispetto agli utenti con limitazioni meno gravi.
L'Istat ‘fotografa' pure le possibilità di accesso ai pubblici uffici (anagrafe, poste, aziende sanitarie). Emerge che le persone con riduzione di autonomia hanno una frequenza di utilizzo dei servizi minore rispetto al totale della popolazione (fatta eccezione per le aziende sanitarie locali). Il disagio maggiore si riscontra, per quanto riguarda i servizi di sportello, per le lunghe file di attesa. (ep)
(13 maggio 2010)






