Permetterà di comporre musica partendo dal braille e generare uno spartito accessibile a tutti i musicisti. A idearlo, dopo una ricerca durata sei anni, è la Biblioteca italiana per ciechi di Monza, con la collaborazione dell'Unione italiana ciechi. Il dispositivo viene presentato a Reatech Italia, la prima fiera italiana dedicata a disabilità e innovazione

MILANO - Poter comporre musica partendo dal braille e generare uno spartito accessibile a tutti i musicisti. Quello che era un sogno fino a qualche anno fa, oggi è possibile, grazie a un software poco costoso e semplice da usare. A idearlo, dopo una ricerca durata sei anni, è la Biblioteca italiana per ciechi di Monza, con la collaborazione dell'Unione italiana ciechi. Il dispositivo viene presentato a Reatech Italia, la prima fiera italiana dedicata a disabilità e innovazione che si tiene fino a domenica nello spazio espositivo di Rho. É sul mercato dall'anno scorso, prodotto da una ditta veronese che lo esporta anche all'estero; costa 30 euro per i non vedenti e circa 150 per le scuole. "L'obiettivo - spiega Gianluca Casalino, pianista concertista non vedente e responsabile del polo musicale della biblioteca - è permettere ai musicisti non vedenti di comporre in completa autonomia".
Il dispositivo collegato al software ha la grandezza di una piccola tastiera del computer: sotto i tasti ‘tradizionali' delle lettere ci sono quelli in braille. Il musicista digita sulle due tastiere e una voce legge lo spartito che si va componendo. Inoltre c'è la possibilità di ascoltare quanto si è appena realizzato. Una volta conclusa la scrittura, il sistema apre un altro software, utilizzato anche dai musicisti vedenti, che traduce le note in braille in uno spartito ‘in nero', come viene chiamato quello che siamo abituati a vedere. Oppure c'è la possibilità di stampare in braille, con un'apposita stampante. Il sistema è più immediato rispetto ad altri già sul mercato. "Con il software americano ‘Score' - afferma Casalino - non si partiva dal braille e ogni comando corrispondeva a una serie di segni da imparare".
All'interno della biblioteca per ciechi di Monza ‘Regina Margherita' di via G.Ferrari 5/A, l'unica in Italia dedicata ai non vedenti, sono consultabili 70mila volumi in braille e ogni anno si producono 1.080 testi scolastici per non vedenti, più di 4mila testi informatici e 7 riviste per non vedenti e ipovedenti. Il centro, nato nel 1928 a Genova e poi trasferito a Milano e infine a Monza, dedica da sempre una particolare attenzione alla musica attraverso un servizio per la trascrizione di testi musicali e della rivista Amadeus in braille. La biblioteca promuove il software di composizione in braille nelle scuole e tra i musicisti. "Il sogno - sottolinea Giovanni Battista Flaccadori, compositore e rappresentante della biblioteca - è far condividere realmente la musica tra vedenti e non vedenti". (Ludovica Scaletti)
(25 maggio 2012)















