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"Come viene trattata la disabilità è indice della civiltà di un paese"

Il sottosegretario alla Salute Martini è intervenuta alla presentazione della ricerca "Le disabilità oltre l'invisibilità istituzionale". I nodi da sciogliere: accesso ai servizi, nuovo nomenclatore per protesi e ausili e linee guida della riabilitazione

Francesca Martini

ROMA - Accesso ai servizi, nuovo nomenclatore per protesi e ausili e linee guida della riabilitazione. Sono questi i nodi da sciogliere ancora sulla questione della disabilità. Lo ha detto il sottosegretario alla Salute, Francesca Martini, intervenendo oggi a Roma alla presentazione della ricerca "Le disabilità oltre l'invisibilità istituzionale".

"Il tema fondante è la parità dei diritti. Quanti medici hanno uno studio accessibile? Quanti ginecologi hanno un lettino elettrico per poter fare una visita a una donna disabile? - ha detto Martini -. La qualità della vita non può prescindere dall'avere un cause manager socio-sanitario e un progetto individualizzato sia per la persona che per la famiglia. Se questo segmento di popolazione aumenta la sfida è saper cogliere il problema nella sua realtà. Come viene trattata la disabilità è un indice di civiltà di un paese".

Il sottosegretario ha poi ricordato di aver attivato un tavolo con le associazioni delle persone disabili su salute e disabilità e il progetto di un nuovo nomenclatore su protesi e ausili. "Ho inserito una visione frutto di vent'anni di esperienza. E' sbagliata la modalità di legare protesi e ausili a un codice con un tetto massimo di prezzo. E' una visione assistenziale e non focalizzata sulle necessità del paziente".

Altro aspetto importante secondo Martini sono le nuove linee guida sulla riabilitazione che vanno a sostituire quelle del '98 che non erano state completamente attivate. "E' un problema che non ha sempre avuto la giusta valutazione il grosso lavoro che abbiamo fatto anche con le regioni permetterà di avere modelli di riferimento importanti".

Rispetto ai dati della ricerca, il sottosegretario ha aggiunto che esiste una "dicotomia fra l'immagine sensazionalistica che ci danno i media della disabilità rispetto alla condizione reale delle persone disabili. La realtà quotidiana non è quella del momento di gloria". (Eleonora Camilli)

(20 ottobre 2010)

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