La proposta arriva nel corso dell'incontro al Quirinale fra il Capo dello Stato e l'associazione nazionale mutilati e invalidi del lavoro. Appello raccolto dal presidente della Repubblica: "Vi sosterrò"

ROMA - Un appello affinche' nel corso delle celebrazioni per i 150 anni dell'Unita' d'Italia non si dimentichi il tema degli infortuni e delle morti sul lavoro. Lo rivolge al capo dello Stato il presidente dell'Anmil (Associazione nazionale mutilati e invalidi), Franco Bettoni, durante l'incontro al Quirinale con Giorgio Napolitano, al quale e' intervenuto anche il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi. "Vorremmo cogliere l'opportunita' odierna- dice Bettoni- per proporre alcuni temi su cui stiamo riflettendo. Ci riferiamo, innanzitutto, alle celebrazioni del 2011 per l'Unita' d'Italia. Crediamo che questo evento non possa dimenticare il tema della cultura della sicurezza e i milioni di morti e infortunati sul lavoro di questi 150 anni di vita italiana. Proprio in questi giorni stiamo definendo un progetto in tal senso da presentare alle competenti istituzioni".
Napolitano raccoglie l'appello e risponde: "Non voglio farlo cadere. Alle celebrazioni per l'Unita' d'Italia c'e' un Comitato interministeriale che lavora e c'e' un Comitato dei garanti. E' bene che voi facciate le vostre proposte e io le sosterro'. Il tema del lavoro- aggiunge il capo dello Stato- deve essere fortemente presente in quell'occasione". Il presidente Associazione nazionale mutilati e invalidi sul lavoro, nel corso dell'incontro al Quirinale, ringrazia il presidente della Repubblica Napolitano perche' "dall'inizio del suo mandato- dice Bettoni- ha saputo imprimere un'accelerazione concreta all'azione di governanti, amministratori, forze politiche e sociali, affinche' siano rimosse le cause degli infortuni. I provvedimenti legislativi adottati sono una prima tangibile risposta a questa sua autorevole sollecitazione". Queste parole sono accompagnate da un lungo applauso dei presenti a Napolitano. Il presidente Anmil, dopo aver sottolineato "il calo", negli ultimi due anni, sulle morti sul lavoro "con tutte le cautele legate alla contingenza della crisi", afferma pe ro' che "in ogni caso e' fondamentale non abbassare mai la guardia di fronte a un fenomeno che continua a provocare tre morti e migliaia di feriti ogni giorno".






