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Infortuni sul lavoro, Napolitano: "Unità di intenti tra le forze politche"

Il presidente della Repubblica riceve al Quirinale la delegazione dell'Anmil, l'Associazione nazionale mutilati e invalidi del lavoro, assieme ai familiari di diverse vittime di 'morti bianche'

giorgio napolitano

ROMA - "La cultura del rendimento massimo, a tutti i costi, va sconfitta perche' spesso e' alla base di incidenti fatali e di morti sul lavoro". E' quanto dice il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ricevendo al Quirinale la delegazione dell'Anmil, l'Associazione nazionale mutilati e invalidi del lavoro, assieme ai familiari di diverse vittime di 'morti bianche'.

Napolitano ascolta due drammatiche testimonianze: quella di una giovane vedova, Giuditta Cotena, che ha perso il marito, operario in un'azienda di pasta fresca morto tra gli ingranaggi di una sfogliatrice senza protezioni, perche' manomessa per velocizzare la produzione; e quella di un ragazzo di 31 anni, Francesco Ragnoni, ex operaio precario in una fabbrica di imbottigliamento, rimasto invalido dopo essere sopravvissuto miracolasamente a un coma in cui era caduto per essere rimasto schiacciato da un montacarichi al quale erano state tolte le protezioni di tipo meccanico per velocizzare le fasi di lavorazione. Al termine di queste testimonianze, raccontate con molta dignita', Napolitano sottolinea "la commozione e la pena" nell'ascoltare quelle parole. L'attenzione al problema delle morti sul lavoro, e in particolare alla questione della prevenzione, dice, e' "un tema essenziale della civilita' del mondo della produzione e del grado di civilta' generale del Paese, oltre ad essere un fenomeno doloroso dal punto di vista umano oltre che sociale".

Quindi sottolinea "di essere confortato" dal fatto che i suoi "insistenti richiami sono serviti a imprimere una accelerazione sul piano dell'attenzione dell'opinione pubblica e dell'intervento delle istituzioni. Oggi- conclude- possiamo registrare una diminuzione nel numero delle vittime e una inversione di tendenza, anche se un solo caduto sul lavoro comporta un collettivo rammarico, preoccupazione e dolore"."Io vorrei che su questioni di questa natura, cosi' scottanti, che hanno una tale portata umana e sociale, fosse sempre possibile, e mai troppo difficile, poter raggiungere una unita' di intenti tra tutte le forze politiche e quelle presenti in parlamento". È quanto dice il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, parlando del dramma delle morti e degli incidenti sul lavoro ricevendo al Quirinale l'Associazione nazionale Mutilati e invalidi(Anmil). Napolitano cita da esempio il lavoro fatto dalla commissione parlamentare di inchiesta del Senato su questa tragedia e osserva come "sia stato importante raggiungere una convergenza tra le parti politiche".

(28 novembre 2009)

Anmil a Napolitano: "Ricordare i morti sul lavoro nel 150esimo dell'unità d'Italia"

logo anmilLa proposta arriva nel corso dell'incontro al Quirinale fra il Capo dello Stato e l'associazione nazionale mutilati e invalidi del lavoro. Appello raccolto dal presidente della Repubblica: "Vi sosterrò"