Sono stati 42.450 le morti per incidente stradale nel 2007 in Europa. Con il Libro Bianco del 2001 l'Unione Europea aveva stabilito una riduzione della mortalità sulle strade del 50% entro il 2010. Ma secondo i dati dell'Istat nel 2007 l'Italia ha raggiunto quota -27%. I Paesi più vicini al raggiungimento dell'obiettivo sono Francia, Portogallo e Lussemburgo, i più lontani i Paesi dell'Est

ROMA - L'obiettivo europeo di riduzione delle vittime della strada è, per l'Italia, "di incerta realizzazione". Lo dice l'Istat, che ieri ha pubblicato le statistiche sull'incidentalità relative al 2007.
Nel Libro Bianco del 13 settembre 2001 l'Unione Europea aveva infatti stabilito una riduzione della mortalità del 50% entro il 2010. L'Italia, spiega l'Istat, ha raggiunto quota - 27,3%. L'obiettivo Ue, dunque, "appare di incerta realizzazione, ma è comunque la prima volta che si ottiene una riduzione così sostenuta in termini di mortalità (-9,5%) e ciò deve incoraggiare ad andare avanti guardando oltre il 2010".
I Paesi più vicini al raggiungimento dell'obiettivo sono Francia, Portogallo e Lussemburgo, i più lontani i Paesi dell'Est tra i quali i risultati migliori si registrano per la Repubblica Ceca con -17,8%. La maggior parte delle nazioni ha invece raggiunto risultati che oscillano tra -15 e -30%. In Europa, nel 2007 si sono registrati circa 42.450 decessi per incidente stradale, l'1,2% in meno rispetto all'anno precedente. Rispetto alla popolazione l'Italia, con 87 morti per incidente stradale ogni milione di abitanti, si colloca "assolutamente in linea" con la media europea (86), sottolinea l'Istat. Resta, tuttavia, "ben al di sopra" dei livelli dei Paesi con le migliori performance, quali Olanda, Regno Unito e Svezia (45 - 50 decessi per milione di abitanti) e della Francia (73).
(21 novembre 2008)





