Incremento del 60%: lo rivela il rapporto annuale della Halde (Autorità di lotta contro le discriminazioni). Per far emergere il problema distribuita una guida e uno spot televisivo sull'argomento. L'articolo è apparso su Le Figaro (Francia)

ROMA - Tra il 2008 e il 2009 sono aumentate del 60% le discriminazioni sul lavoro nei confronti delle donne incinte. Lo rivela la Halde (Autorità di lotta contro le discriminazioni) nel suo rapporto annuale presentato venerdì scorso. Questa crescita però, sottolinea la Halde, potrebbe essere dovuta all'effetto "boule de neige": ad aumentare non sarebbero quindi i casi, ma le vittime che hanno deciso di far vale re i propri diritti, dopo essere venute a conoscenza dell'esperienza di altre donne. Su un totale di 10.549 segnalazioni nel 2009, i casi di donne incinte restano tuttavia marginali. Anche se questo tipo di discriminazioni, astutamente, prendono le forme più diverse: licenziamenti abusivi, non rinnovamenti di contratto o non reintegrazione sul posto di lavoro dopo il congedo di maternità. Per far emergere il problema la Halde ha distribuito una guida che ricorda alle donne in stato interessante la protezione particolare a cui hanno diritto e uno spot televisivo per sensibilizzare sull'argomento.
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(8 marzo 2010)









