SuperAbile


SuperAbile regionale

Benvenuto nella comunità di SuperAbile. Accedi alle tue aree personalizzabili:


SUPERABILE MULTIMEDIA

COMMUNITY

Per saperne di più

Inail per l'integrazione delle persone straniere

Call Center

Contatta Superabile


News

Disabilità e lavoro: c'è aria di crisi

Cassa integrazione, mobilità, licenziamento collettivo, amministrazione controllata e riduzione dell'orario di lavoro per evitare tagli di personale sospendono l'obbligo di assunzione di personale disabile da parte delle aziende

ricerca di un lavoro sugli annunci

ROMA - Tempi duri anche per i lavoratori disabili: e la colpa è anche della crisi. Cassa integrazione, mobilità, licenziamento collettivo, amministrazione controllata e i contratti che riducono l'orario di lavoro per evitare tagli di personale, infatti, sospendono l'obbligo delle aziende di assumere personale disabile. E meno male che il blocco delle assunzioni nella pubblica amministrazione deciso con il decreto legge 78/2009 del luglio scorso, poi convertito nella legge 102/2009, non si applica alle cosiddette "categorie protette" (ma solo se queste sono necessarie per il rispetto della quota di riserva prevista dalla legge 68/99 per l'inserimento lavorativo delle persone disabili). C'è voluta però una nota del ministero del Lavoro, della salute e delle politiche sociali per chiarire questa situazione.

A Milano, tanto per fare un esempio, già l'anno scorso è calato il numero delle nuove convenzioni che vengono stipulate tra la provincia e le aziende: dalle 2.500 che erano nel 2001 sono passate alle 700 del 2008. E quasi un'impresa su tre non ha assunto lavoratori disabili anche se per legge sarebbe obbligata a farlo. Il 30% delle 11mila aziende attive in provincia di Milano che hanno l'obbligo di assumere persone disabili, infatti, non ha rispettato la legge. L'ammontare del Fondo regionale per l'occupazione dei lavoratori disabili - fondo in cui confluisce quanto pagato preventivamente dalle aziende che non rispettano le quote fissate per legge e che possono essere esonerate dall'obbligo di assunzione previo versamento di un "contributo" economico - è passato così da 30 milioni di euro nel biennio 2007/2008 a 60 milioni di euro per il 2009/2010.

Secondo una ricerca nazionale a campione che rielabora i dati "Isfol Plus" 2008, solo il 13% dei lavoratori disabili intervistati ha trovato un'occupazione attraverso i centri provinciali per l'impiego o i servizi dedicati. La maggior parte (31%) ha trovato lavoro attraverso parenti, amici e conoscenti oppure grazie ai concorsi pubblici (23%). E oltre la metà dei lavoratori disabili abita nelle città del Nord Italia. Una grossa fetta (il 40%) lavora nella pubblica amministrazione, nella scuola e nella sanità, mentre solo il 23% nell'industria.

Ma cos'è che non funziona nel collocamento obbligatorio? Secondo un'indagine affidata dal ministero del Welfare alla fondazione Labos (Laboratorio per le politiche sociali) e all'Ispesl (Istituto superiore per la prevenzione e la sicurezza del lavoro), e intitolata "Il lavoratore disabile: una risorsa per la comunità", la normativa italiana sull'inserimento lavorativo delle persone disabili è molto avanzata ma è poco applicata. Tra i punti più critici ci sono la grande difficoltà per i disabili psichici e intellettivi di trovare un'occupazione e l'inadeguata valutazione, da parte dei servizi per l'impiego, degli sbocchi occupazionali effettivi. Inoltre - si legge nel rapporto - un altro problema riguarda il decentramento amministrativo, che ha prodotto un'eccessiva frammentazione dei servizi pubblici locali e marcate differenze territoriali nel funzionamento del collocamento mirato. Mancano inoltre gli incentivi alle imprese e la vigilanza sull'applicazione della legge da parte dei datori di lavoro è scarsa.

(2 dicembre 2009)