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"La pretende chi si vuole bene". Al via la campagna del ministero per la sicurezza sul lavoro

Secondo le indicazioni dell'Ue, l'Italia ha l'obiettivo di ridurre del 25% gli infortuni sul lavoro entro il 2012. Fino a maggio 2011 una campagna di comunicazione che fa leva sulle emozioni. Oltre ai mezzi classici della comunicazione pubblicitaria, previsti interventi sul territorio rivolti ai giovani

una delle affissioni ideate per la campagna di comunicazione

ROMA - Ha appena preso il via la ‘campagna di comunicazione integrata' che il ministero del Lavoro e delle politiche sociali dedica alla sicurezza sui luoghi di lavoro, dal titolo "Sicurezza sul lavoro. La pretende chi si vuole bene". L'obiettivo della campagna, come è stato detto in occasione della presentazione che il ministro Maurizio Sacconi ha tenuto al meeting di Rimini di Comunione e Liberazione, è di promuovere un processo collettivo di sensibilizzazione e responsabilizzazione, in cui ogni cittadino possa assumere un ruolo attivo. Solo un vero e proprio cambiamento culturale, infatti, è in grado di contrastare con efficacia il fenomeno degli infortuni sul lavoro che ha ripercussioni umane e sociali incalcolabili. Realizzata dall'agenzia Acciari Consulting, la campagna ha ricevuto l'alto patronato del presidente della Repubblica. Da agosto 2010 durerà fino a maggio 2011.

La tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori rappresenta una assoluta priorità per l'Italia che, secondo le indicazioni dell'Ue, ha l'obiettivo di ridurre del 25% gli infortuni sul lavoro entro il 2012. Un traguardo piuttosto ambizioso ma di grande importanza, non solo in relazione ai costi che il fenomeno infortunistico produce (oltre 45 miliardi di euro all'anno nel 2005 secondo i dati Inail, pari al 3,21% del Pil), ma principalmente per l'attenzione dedicata alla dimensione sociale ed umana del problema.

Dalle statistiche emerge che la maggior parte degli incidenti sul lavoro possono definirsi di natura "comportamentale". Con questo dato, specifica il ministero illustrando la campagna, non si vuole imputare la responsabilità del fenomeno al lavoratore ma, al contrario, evidenziare quanto sia importante l'investimento delle imprese e delle istituzioni pubbliche nella formazione, nell'informazione e in tutte quelle attività che consentono di prevenire il determinarsi di una condizione di rischio. Per questo si è scelto di realizzare una campagna di tipo emozionale. Lo spot, in particolare, descrive con immagini di vita quotidiana il rientro a casa dopo il lavoro, mettendo in risalto il clima di affetto e accoglienza che tale momento rappresenta. In apertura l'invito a far sì che questi momenti non si trasformino solo in ricordi, alludendo alla tragedia di un eventuale incidente sul lavoro. Il calore dei sentimenti contrapposto alla freddezza della loro brusca interruzione rappresenta un invito cogente al senso di responsabilità di ognuno di noi.

La campagna, pur rivolgendo l'attenzione all'intera popolazione, ha come destinatari specifici i lavoratori (con un particolare focus per i settori economici individuati come a maggior rischio di incidenti: edilizia, agricoltura e trasporti) e i datori di lavoro, nella convinzione che la strategia di contrasto degli infortuni sul lavoro può risultare efficace se messa a "sistema", con una effettiva collaborazione delle parti coinvolte. La campagna proposta è multi-soggetto: l'agricoltore, il capocantiere e l'autotrasportatore, così come l'imprenditore, ciascuno nel proprio contesto affettivo, riceve lo stesso richiamo ai valori in gioco quando si tratta della tutela dei propri affetti e, quindi, della sicurezza sul lavoro.

Il messaggio degli annunci stampa completa ed esplicita il senso della campagna: qualunque lavoro tu faccia, tornare a casa da chi ti ama è un diritto. E la cultura della sicurezza è la migliore prevenzione dagli infortuni. Segui le regole che tutelano il bene più importante per te e i tuoi cari: la tua vita. Conclude il messaggio il riferimento ad una specifica area del sito del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali (http://www.sicurezza.lavoro.gov.it/) da cui è possibile accedere alle informazioni relative ai temi chiave della prevenzione e della sicurezza nei luoghi di lavoro, alle iniziative e alle attività in corso, agli ambiti di intervento istituzionali, alla normativa di riferimento e ai quesiti posti sulle sue modalità di applicazione. Quali i canali? Oltre all'utilizzo dei mezzi classici della comunicazione pubblicitaria - televisione, carta stampata, radio, internet, cinema e affissioni - sono previsti interventi sul territorio rivolti in particolare ai giovani.

(24 agosto 2010)