Inaccettabile che si muoia sul lavoro in un paese moderno e avanzato: conclusa a Napoli la due giorni di confronto e riflessione. Per il futuro investimenti in cultura (ubn canale dedicato al lavoro), emersione del sommerso, controlli e ispezioni alle aziende, incentivi per i datori di lavoro all’avanguardia in campo sociale. Tutti gli articoli di Superabile.it

Dal nostro inviato
NAPOLI - La battaglia sulla sicurezza è una battaglia di civiltà: è inaccettabile che si muoia sul lavoro in un Paese moderno e avanzato sul piano civile, sociale, economico e morale. È questa, in sostanza, la conclusione della seconda conferenza nazionale sulla salute e la sicurezza sul lavoro, che si è tenuta ieri e oggi a Città della Scienza a Napoli.
La conferenza, dedicata alle vittime degli incidenti sul lavoro - in particolare alle due operaie morte lo scorso luglio nell'incendio di una fabbrica di materassi nel salernitano - ha lanciato come obiettivo condiviso da mondo politico e parti sociali la tutela della salute dei lavoratori, in un contesto che obbliga a tener conto dei profondi mutamenti delle realtà produttive e delle forme contrattuali, oltre che dei cambiamenti demografici, della maggiore presenza delle donne sul mercato del lavoro e di nuovi rischi di tipo "relazionale" come le discriminazioni, le persecuzioni, o il semplice ma non meno nocivo stress da lavoro.
La strategia di lotta agli infortuni e alle malattie professionali punterà ad una grande campagna di diffusione di una cultura della sicurezza sul lavoro, attraverso l'inserimento dei temi della salute e della sicurezza nei programmi scolastici e universitari e la creazione - tra le altre proposte - di un canale digitale sul lavoro. Parallelamente l'accordo è di agire insieme (istituzioni, sindacati, imprese) sul terreno della lotta al lavoro sommerso e irregolare e al lavoro precario, e su quello del potenziamento della prevenzione, con una maggiore qualificazione degli addetti e attraverso un raccordo con i servizi ispettivi, che tengano conto delle specificità territoriali. In attesa di un testo unico che riordini e unifichi la legislazione esistente, l'invito emerso dalla conferenza è a valorizzare gli apporti delle parti sociali e prevedere (come già fa il ddl sulla sicurezza nei luoghi di lavoro) misure premiali - una sorta di "patente a punti" - per le imprese virtuose. (Ida Palisi)
Ecco di seguito, dal più al meno recente, i lanci che raccontano la Seconda Conferenza nazionale su salute e sicurezza sul lavoro (26 gennaio 2007)


















