Attività ispettive, sanzioni puntuali, formazione dei datori di lavoro: occorre fare di più per la sicurezza sui luoghi di lavoro. E’ il parere del presidente dell’Associazione nazionale mutilati e invalidi del lavoro, intervenuto all’assise di Napoli. Preoccupazione per il futuro dei fondi Inail

Dal nostro inviato
NAPOLI - Occorre fare di più. Dalla recente Finanziaria sono arrivati segnali positivi in materia di sicurezza sul lavoro e prevenzione, ma è necessario coordinare le attività ispettive, applicare puntualmente le sanzioni previste, formare ed informare i datori di lavoro, mantenere i riflettori puntati sul fenomeno degli infortuni con particolare attenzione alle malattie professionali. Il monito arriva dal presidente dell'Associazione Nazionale Mutilati e Invalidi del Lavoro (Anmil), Pietro Mercandelli, intervenuto questa mattina a Napoli nel corso della seconda Conferenza Nazionale Salute e Sicurezza sul lavoro. "Condividiamo l'impostazione del disegno di legge, che avvia la riscrittura del Testo unico per la sicurezza nei luoghi di lavoro", ha detto Mercandelli, "ma siamo convinti che prevenzione ed assicurazione siano e debbano essere nei fatti, e non solo negli slogan, un tutt'uno da gestire in modo coordinato e integrato".
"Ci preoccupa", ha continuato Mercandelli, "la proposta recentemente avanzata dal presidente del consiglio Prodi, che ha parlato di superamento del sistema di capitalizzazione della gestione Inail per adeguarlo a quello degli altri Paesi europei dove l'assicurazione è gestita a ripartizione. Mentre da parte di alcuni settori della maggioranza si propone la creazione di un ente unico che accorpi e assorba le competenze dei vari enti previdenziali". Il rischio - secondo Mercandelli - sarebbe quello di utilizzare il tesoro dell'Inail per migliorare i trattamenti di pensioni minime. "In questo caso", ha commentato il presidente dell'Anmil, "sarebbe formalizzata la fine dell'assicurazione per ricondurre tutto a un generico contesto previdenziale/assistenziale. E se così fosse verrebbe meno qualsiasi garanzia per i livelli di indennizzo delle assicurazioni condizionati dall'esigenza di mantenere e migliorare i livelli delle pensioni. Allo stesso modo", ha concluso, "verrebbe meno la credibilità stessa del progetto di presa in carico e continuità di servizio tra prevenzione ed assicurazione, che si troverebbero incapsulate in un sistema previdenziale gigantesco" (Antonella Patete)
(26 gennaio 2007)













