Sarà l’annunciato Testo unico sulla sicurezza a portare rilevanti novità in materia di sicurezza: è la convinzione di Vincenzo Mungari, presidente dell’Inail, che promuove l’azione fin qui svolta dal governo. Al via un progetto per diffondere via web le buone pratiche

Dal nostro inviato
NAPOLI - Promozione a pieni voti per il governo che ha sferrato una vera e propria offensiva contro il rischio di infortuni sul lavoro e il lavoro nero, grazie al decreto Bersani sul lavoro sommerso in edilizia, ai provvedimenti della Finanziaria 2007 e all'annunciata revisione del codice degli appalti. Da queste osservazioni ha preso le mosse l'intervento del presidente dell'Inail, Vincenzo Mungari, intervenuto presente questa mattina a Napoli, alla Seconda Conferenza Nazionale Salute e Sicurezza sul lavoro. "Il punto di svolta sarà però rappresentato dal varo del Testo unico sulla sicurezza", ha affermato Mungari, "che porterà ad un'intensificazione dell'attività di vigilanza e di ispezione mirata alla prevenzione degli incidenti e all'emersione del lavoro sommerso". E dal Testo unico il presidente dell'Inail si attende anche una maggiore regolamentazione dell'attività di vigilanza, raggiungibile attraverso il coordinamento dei vari soggetti istituzionali preposti alla sicurezza e alla prevenzione sul lavoro.
"Il tutto", ha chiarito Mungari, "con l'auspicabile riconoscimento di una maggiore evidenza ed autonomia delle funzioni di vigilanza affidate all'Inail, attualmente strettamente limitate alle sue finalità istituzionali". Sono molte le attività che l'Istituto per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro ha svolto in questi anni. Tra queste, Mungari ha evidenziato "gli interventi di sostegno finanziario alle piccole e medie imprese per ammodernare gli impianti e riorganizzare le aziende nell'ottica di assicurare ai lavorati un miglior livello di sicurezza, nonché per i progetti di formazione e informazione che hanno interessato circa 1 milione di lavoratori". Ma anche l'adozione di un bonus malus che diversifica il carico contributivo delle aziende in relazione all'effettiva osservanza della normativa in materia di sicurezza e tutela della salute nei luoghi di lavoro. Oppure la collaborazione con i ministeri dell'Istruzione e dell'Università e Ricerca scientifica per promuovere iniziative di formazione a favore degli studenti universitari e delle scuole superiori.
Inoltre, ha aggiunto Mungari, "è di questi giorni la sperimentazione di un progetto attraverso il quale l'Inail intende diffondere via web le buone pratiche e le buone tecniche". Si tratta, in altre parole, di una sorta di banca dati sulle soluzioni aziendali, i materiali informativi e le linee guida per prevenire gli infortuni. "In tale ottica si stanno rivelando sempre più efficaci e incoraggianti le interazioni tra l'Inail e gli altri protagonisti del welfare. In questo contesto", ha proseguito, "vanno studiate e messe in campo politiche di prevenzione attentamente studiate per gli immigrati. Allo stato attuale i lavoratori extracomunitari assicurati all'Inail ammontano a circa 2 milioni, per lo più occupati nei settori maggiormente a rischio come la metallurgia, la siderurgia, le costruzioni, i trasporti e l'agricoltura. Ciò spiega perché gli immigrati si infortunano in media il 50% in più rispetto ai lavoratori italiani e comunitari". (Antonella Patete)
(26 gennaio 2007)












