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Conferenza nazionale lavoro/ Smuraglia: “Nel testo unico anche il benessere“

Garantire a tutte le categorie di lavoratori il diritto alla sicurezza sul lavoro: questo dovrà fare il testo unico sulla sicurezza secondo il professor Carlo Smuraglia, ordinario di Diritto del Lavoro all’Università di Milano, che ha aperto la seconda giornata della conferenza nazionale “La sicurezza è vita” a Città della Scienza a Napoli

Un lavoratore e una lavoratrice sorridentiDal nostro inviato

NAPOLI - "Disponiamo di un sistema normativo sulla prevenzione e sicurezza sul lavoro complesso e valido - ha esordito il professor Smuraglia - che ha resistito negli anni, e la cui limitata efficacia è dovuta alla sua scarsa osservanza. Ciò che occorre ora non è ricominciare daccapo ma ottenere una puntuale e convinta applicazione delle norme esistenti, ed estendere la garanzia della sicurezza a tutte le tipologie di lavoratori". Il testo unico, secondo il professor Smuraglia, dovrà occuparsi anche delle nuove malattie dovute alle condizioni di lavoro, come stress, persecuzioni sul luogo di lavoro, molestie. "Bisogna intervenire - ha detto Smuraglia - sull'organizzazione del lavoro intesa non solo come produttività ma come relazioni interpersonali. Il benessere e non più semplicemente la salute dovrà essere al centro degli interventi per la sicurezza sui luoghi di lavoro e "bisogna scriverlo a chiare lettere nel testo unico", secondo quanto indicano anche i nuovi orientamenti europei sulla materia.

Di benessere fisico, sociale e morale sui luoghi di lavoro ha parlato anche Lea Battistoni, Direttore Generale Tutela delle condizioni di lavoro del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, che ha insistito sulla necessità di adottare nuovi modelli di intervento e nuovi indirizzi di politiche pubbliche che tengano conto dei nuovi tipi di rischio a cui sono sottoposti i lavoratori. "È indispensabile individuare nuove soluzioni - ha detto la Battistoni - visto che siamo in una fase in cui la vita umana è messa a repentaglio: si stimano 60 milioni di incidenti sul luogo di lavoro in tutto il mondo, 2 milioni di morti nel 2005. Sono stime che pesano anche in Europa e anche nel nostro Paese, dove il diritto alla vita non è esigibile da tutti". Secondo Lea Battistoni, "la sicurezza deve tener conto dei cambiamenti del mercato, dei mutamenti demografici, dei nuovi tipi di rapporti di lavoro: "La flessibilità genera forme di insicurezza. Le regole devono essere applicate a tutti ed essere tutelate le categorie più esposte come i giovani, i lavoratori irregolari, gli immigrati". Bisogna creare, infine, una cultura diffusa della legalità: il professor Smuraglia aveva accennato ad un sistema che in qualche modo accrediti le imprese grazie alla loro osservanza delle normative, Lea Battistoni ha annunciato l'inserimento della sicurezza tra le materie di studio delle scuole e dell'università. (Ida Palisi)

(26 gennaio 2007)

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