A Napoli l’intervento in videoconferenza del presidente del Consiglio: l’impegno dell’esecutivo per contribuire all’applicazione di regole severe. I risultati del pacchetto sicurezza, le norme inserite in Finanziaria. “Rendere l’emersione del lavoro nero conveniente anche per il datore di lavoro”
ROMA - Gli infortuni sul lavoro e il fenomeno del lavoro sommerso rappresentano in Italia "un intreccio drammatico". E' uno dei pensieri espressi dal presidente del Consiglio, Romano Prodi, nel corso del suo intervento in videoconferenza alla seconda conferenza nazionale sulla salute e sulla sicurezza del lavoro in corso a Napoli. Due elementi, questi, che fanno il paio con "l'immigrazione clandestina e lo sfruttamento delle persone" e che determinano una situazione di emergenza di fronte alla quale purtroppo si registra la "carenza dei controlli da parte delle pubbliche amministrazioni, la mancata applicazione delle regole, e la scarsa considerazione del lavoro manuale". Particolare attenzione, come già aveva fatto il presidente Napolitano, alle morti bianche, i cui dati aggiornati sono stati resi noti dall'Inail: "L'Italia ha un record triste in questo campo: con 1300 incidenti mortali all'anno e oltre 200mila infortuni non registrati, che provengono dal mondo del sommerso": serve dunque secondo il premier una "mobilitazione del Paese".
Assicurato l'impegno dell'esecutivo sul versante della sicurezza, "che figura, lo confermo e lo sottolineo - ha detto - fra le priorità del Governo": ''La sicurezza aumenta la ricchezza di un paese e riduce i costi sociali. Accanto a leggi e controllo, l'impegno deve essere preso nella scuola per promuovere la cultura della sicurezza del lavoro: senza questa sarà sempre più difficile porre un argine al dilagare delle morti bianche".
E poi le azioni concrete: "Già a luglio con il cosiddetto pacchetto sicurezza, siamo intervenuti con misure urgenti, soprattutto nel settore dell'edilizia - ha detto Prodi - il che ha già permesso di limitare il numero degli incidenti. Una norma come quella che consente di sospendere un cantiere quando oltre il 20% dei dipendenti è irregolare, non è certo una norma severa. L'obbligo per i datori di lavoro di dotare i lavoratori di cartellino identificativo, e l'obbligo di comunicare la situazione di impiego prima che inizi a lavorare hanno già sortito effetti positivi: con la sospensione di oltre 400 cantieri, riaperti dopo la messa in regola del lavoratore". "Con la Finanziaria - ha proseguito il premier - abbiamo proseguito nella lotta contro il lavoro nero, e una lotta alla precarietà: oltre al finanziamento di progetti di ricerca in materia di salute e sicurezza sul lavoro, e attività finalizzata alla prevenzione e alla diffusione della cultura della sicurezza, la finanziaria prevede misure che promuovono l'emersione del lavoro nero e dell'occupazione irregolare, in modo da renderla conveniente per il datore di lavoro, senza danneggiare il lavoratore".
(26 gennaio 2007)






