Il collegamento diretto e organico tra formazione professionale e mercato del lavoro comporta un sistema di programmazione unitario da parte degli enti preposti alla gestione ed organizzazione delle politiche formative/occupazionali. I piani formativi - redatti annualmente dagli assessorati regionali scuola formazione professionale e politiche del lavoro- indicano e regolano gli interventi da attuare per lo sviluppo della formazione e dell'occupazione. Metodi e obiettivi sono individuati sulla base di un sistema integrato di analisi socioeconomica del territorio insieme alla rilevazione del settore imprenditoriale, affinché siano identificate le reali necessità del mercato. Le risorse finanziarie vengono così definite e destinate "settorialmente" a sostegno di programmi operativi per la formazione e l'inserimento lavorativo del "fattore umano", suddiviso in diverse categorie, comunque "disoccupato". Il piano formativo, tra modalità e stanziamenti, misura le dinamiche del mondo del lavoro e della produzione promuovendo e favorendo l'aggiornamento delle figure professionali, in vista di maggiori sbocchi occupazionali e contro l'esclusione sociale.
Fulcro del sistema globale "occupazione" è il Ministero del lavoro e politiche sociali. La riorganizzazione legislativa, conferendo alle Regioni e agli Enti locali (province e Comuni) le funzioni e i compiti relativi al collocamento ed alle politiche attive del lavoro, ha accompagnato l'istituzione di organismi decentrati e periferici per la gestione dei servizi in merito. Agli Uffici pubblici, come le direzioni regionali e provinciali per il lavoro, le Agenzie per l'impiego, i centri regionali per la formazione professionale, si affiancano strutture private per l'informazione e l'occupazione.