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Manovali, badanti, raccoglitori di frutta, infermieri: l'Italia del lavoro nero

Un viaggio da nord a sud raccontato in presa diretta nel libro denuncia ''Morte a tre euro. Nuovi schiavi nell’Italia del lavoro'' di Stefano Berizzi, giornalista di Repubblica. Ieri la presentazione a Milano

operaioMILANO - Manovali, badanti, raccoglitori di frutta, infermiere. Un viaggio da Nord a Sud attraverso l?Italia del lavoro nero, raccontato in presa diretta nel libro denuncia "Morte a tre euro. Nuovi schiavi nell"Italia del lavoro? di Paolo Berizzi, giornalista di Repubblica, presentato ieri alla Camera del Lavoro. Il libro di Berizzi prende le mosse da un?inchiesta realizzata nel 2007 per il quotidiano La Repubblica sul mercato del lavoro nero in Lombardia: due settimane passate nei cantieri lombardi e milanesi, reclutato, insieme ai manovali, prima dell?alba in piazzale Lotto, alla fermata della metropolitana di Famagosta, in piazzale Loreto e negli altri punti della città dove i caporali trovano ogni giorno manodopera fresca e disposta a tutto, che poi viene smistata nei cantieri di Monza, Milano, Bergamo. Su e giù dalle impalcature senza barriere di protezione, senza casco né cinture di sicurezza, lavorando dieci ore al giorno. Tre euro e mezzo all?ora contro i ventidue previsti dal contratto nazionale di lavoro per un manovale: paga a 50 giorni e niente contratto. ?Un guadagno enorme per le imprese -dice Paolo Berizzi-, enorme quanto l?ipocrisia degli imprenditori, soprattutto del nord, che vogliono cacciare i clandestini. Gli stessi che ogni giorno ingrossano la schiera di lavoratori in nero nei cantieri edili?.

Secondo il giornalista, a Milano e provincia gli operai edili sono 120 mila (il 42,3 per cento sono immigrati stranieri, nel 2000 erano solo il 7,1), 60 mila dei quali sono in nero. Tutti gestiti dai caporali. ?Lavoro nero, morti bianche e clandestinità -continua Paolo Berizzi- sono fenomeni complementari che si compenetrano l?un l?altro?. Stando alle stime ufficiali dell?Inail, nel 2006 nei cantieri italiani sono morti 258 operai (46 in Lombardia), il 35 per cento in più rispetto al 2005. Gli infortuni sono stati 98 mila. Ma questa cifra non tiene conto dei manovali clandestini che, in caso di infortunio, non vanno neanche all?ospedale.

Ma il comparto dell?edilizia non è l?unico trattato da Berizzi: ?Ho allargato l?inchiesta a tutta Italia a partire dal Trentino, regione modello, dove prolifera lo sfruttamento di manodopera in nero per la raccolta di frutta, fino ai campi di pomodori in Sicilia -spiega il giornalista di Repubblica- e ad altri ambiti lavorativi: badanti e infermiere dell?Est, che nel 40 % dei casi sono gestite da organizzazioni criminali che trattengono loro parte dello stipendio.? Ma l?elenco degli sfruttati non finisce qui e comprende camalli, braccianti, operai e persino bambini dai sette anni in su. Alla presentazione si è parlato anche del Testo Unico sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. ?Il vero problema -ricorda Berizzi- è che i controlli non vengono fatti, né dall?ispettorato del lavoro né dalle Asl. Mancano uomini, gli ispettori sono pochi e con pochissimi strumenti.? (Emanuela Chiesa)