Sindacati e associazioni non guardano con ottimismo all'accordo raggiunto il 31 ottobre a palazzo Chigi, che assicura tutele ai lavoratori con carichi familiari. Cub: "Le tutele sono limitate a genitori di minori disabili. E tutti gli altri beneficiari della 104?". Barbieri (Fish): "Ci sono liste di proscrizione nell'azienda: nell'elenco degli esuberi compaiono i lavoratori che usufruiscno della 104"

ROMA - Su Cai e Alitalia non si placa la bufera. Mentre Colaninno annuncia le imminenti assunzioni di 12.000 lavoratori alza i toni contro chi - lavoratore o sindacato che sia - non accetta le sue condizioni, non si smorza l'allarme sui criteri discriminatori annunciati il 22 ottobre dall'azienda. Criteri che si prospettavano fortemente penalizzanti per chi avesse carichi familiari, in particolare per lavoratori disabili e beneficiari della legge 104 per l'assistenza a familiari con disabilità.
Proviamo a fare un po' di chiarezza sulla questione, che ha destato la preoccupazione e lo sdegno di associazioni e sindacati. Tutto è iniziato il 22 ottobre, quando nel corso di una riunione sono state esplicitate alle organizzazioni sindacali le modalità e i criteri con cui sarebbero stati selezionati e riassunti i dipendenti del Gruppo Alitalia e Airone al netto delle espulsioni già dichiarate. Tra questi criteri dominava l'assoluta discrezionalità dell'azienda: non sarebbero quindi stati riassunti, tra gli altri, i lavoratori invalidi in possesso dei requisiti di legge 104, i genitori con figli invalidi a carico (legge 104), i lavoratori con familiari invalidi a carico (legge 104). Sarebbero inoltre state valutate discrezionalmente le percentuali di assenze per malattia dell'ultimo triennio e sarà valutata l'anzianità aziendale. Una linea dura, quindi, che ha incontrato l'opposizione di alcuni sindacati e ha portato a un ulteriore confronto.
L'onda di protesta ha provocato un ammorbidimento dei toni e una esigenza di chiarimento da parte dei vertici aziendali, testimoniati dall' "Accordo sui criteri di assunzione a tempo indeterminato", siglato da Cai e sindacati, d'intesa con il governo, il 31 ottobre a Palazzo Chigi e reso noto, per motivi di trasparenza, sul Sole 24 ore e altre testate. Il testo finale indica, tra i criteri di selezione dei 12.500 dipendenti della Nuova Alitalia, anche i carichi familiari, dando priorità al "genitore di minore con handicap grave, a nuclei monoreddito", alla "presenza di minori in famiglia, comprese le situazioni di affido e adozioni". Inoltre le limitazioni indicate da Cai nei criteri di assunzione non varranno per "le lavoratici in astensione obbligatoria " e per "i lavoratori o le lavoratrici inidonei al servizio per una durata massima di 365 giorni". Un ripensamento? Un chiarimento? Non sono molto ottimisti, a questo proposito, né i sindacati più agguerriti né le associazioni dei disabili.
"Le smentite di Sabelli confermano le intenzioni dell'azienda", commenta Pietro Barbieri, presidente della Fish e autore di una lettera inviata proprio ieri al presidente Colaninno (link alla lettera). "D'altra parte non è una novità: in ogni momento di crisi aziendale tutti, sindacati compresi, sono pronti a sacrificare i diritti dei lavoratori disabili. E' un meccanismo ordinario: lo ha fatto la Fiat negli anni '60, creando reparti riservati a disabili e sindacalisti. Lo ha fatto, recentemente, la Telecom, spostando disabili e sindacalisti in un'azienda poi esternalizzata, che farà una brutta fine". Ma l'accordo del 31 ottobre non segna un passo avanti rispetto alla linea dura annunciata da Cai il 22 ottobre? "Sono parole, la sostanza resta. E la sostanza sono le liste di proscrizione di cui abbiamo notizia: liste che identificano le persone beneficiarie della 104 e le inscrivono nell'elenco degli esuberi. O quelle carte vanno al macero, oppure è evidente che quei criteri saranno applicati".
Le garanzie promesse dall'accordo del 31 ottobre non convincono neanche il Cub Trasporti, l'unico sindacato che fin dal principio ha detto no alle condizioni di Cai. "Secondo l'accordo siglato a palazzo Chigi, le tutele sono riservate ai lavoratori cin un minore disabile in famiglia. - spiega Antonio Amoroso, della segreteria nazionale del Cub-Trasporti . Ma se il figlio è maggiorenne? Le stesse garanzie saranno estese a tutti i beneficiari della legge 104? Di questo l'accordo non parla e dunque non sgombra il campo da possibili discriminazioni". Lo scenario, insomma, non è rassicurante: e c'è motivo di credere che le esigenze tecnico-organizzative dell'azienda prevarranno sulle tutele previste dalla legge per i lavoratori con carichi familiari. (Chiara Ludovisi)
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(5 novembre 2008)









