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Dossier

Lavoro, sei vittime in due giorni. Inas-Cisl: "Subito nuove norme"

In primo piano la tutela delle persone impegnate sul proprio luogo di lavoro. Spiega Giancarlo Panero, presidente dell’Istituto: ’’Indispensabili tutele mirate e una vera cultura della sicurezza. Non bisogna mai dimenticare i diritti di chi lavora’’

operaio al lavoro
ROMA - Per fare sì che non accada mai più, di dover contare sei morti bianche in due giorni,, per l'Inas (il patronato della Cisl) "è urgente un intervento al livello normativo, con un nuovo testo unico sulla sicurezza la cui approvazione, come sottolineato dal segretario generale della Cisl Raffaele Bonanni, deve avvenire in tempi brevissimi".

La sicurezza dei lavoratori e la tutela di coloro che subiscono infortuni sono tornati in primo piano, dopo gli incidenti di questi ultimi giorni. E" fondamentale, però, non dimenticare mai i diritti di chi lavora. "Per questo l'Inas s'impegna da sempre su due fronti - spiega Giancarlo Panero, presidente dell'Istituto -. Da una parte, abbiamo avviato numerosi progetti per la diffusione di una vera e propria cultura della sicurezza, che rappresenta l'unica modalità di prevenzione realmente efficace, mentre sul fronte della tutela, siamo impegnati nell'assistenza gratuita alle vittime di incidenti sul lavoro e di malattie professionali e alle loro famiglie, come prevede la legge di riforma dei patronati (l.152/2001). Garantire loro un equo indennizzo è un dovere che prendiamo molto seriamente e che mettiamo in pratica anche grazie all'aiuto di 552 medici e legali che collaborano con l'Inas e che possono fornire una perizia di parte, spesso fondamentale nelle cause che, in alcune situazioni, vengono intraprese".

"Per svolgere al meglio questi compiti - conclude -, operiamo in sinergia con le singole categorie di lavoratori, in modo da coglierne le specifiche esigenze, anche supportandole tecnicamente nelle attività degli enti bilaterali. Inoltre, dedichiamo particolare attenzione alla sensibilizzazione ai temi della sicurezza sul lavoro rivolta agli immigrati, tra i quali, purtroppo, è altissimo il numero di incidenti. Un'azione attenta e mirata, che metta al centro la persona umana, è dunque il primo importante passo verso una reale tutela".

(17 aprile 2007)

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