All'uomo era stata amputata una gamba per problemi cardiaci e vascolari. Del caso si è interessato il Garante dei detenuti del Lazio che ha contattato un'azienda ortopedica romana

ROMA - Una protesi nuova di zecca per un detenuto kosovaro sessantenne. All'uomo, nel 2004, mentre era recluso nel carcere di Viterbo, era stata amputata una gamba per gravi problemi di
carattere vascolare, cardiaco e diabetico. Da allora viveva su una sedia a rotelle. Oggi, sei anni dopo quell'episodio, il kosovaro potrà tornare a camminare grazie all'interessamento del Garante dei diritti dei detenuti del Lazio Angiolo Marroni. Saputo del caso infatti, il garante ha una contattato un'azienda ortopedica dell'hinterland romano per la fornitura gratuita della protesi.
D'accordo con la direzione del nuovo complesso del carcere di Rebibbia, e con il parere favorevole del magistrato di sorveglianza, il detenuto è stato accompagnato a Palestrina (dove ha sede l'azienda) per le tutte visite mediche necessarie. A metà febbraio l'uomo ha ricevuto così una protesi temporanea che, dopo un periodo di prova di sei mesi, sarà sostituita con quella definitiva.
"Abbiamo agito - ha detto il Garante dei detenuti del Lazio Angiolo Marroni - con l'intenzione di restituire la dignità al sessantenne e di migliorare la qualità della sua vita all'interno dell'istituto penitenziario. Quello alla salute, e quello di godere anche in cella una vita dignitosa, sono fra i diritti maggiormente violati in carcere. Con questa vicenda abbiamo tracciato una strada che, speriamo, possa essere utile anche in altre circostanze".
(11 marzo 2010)




