La richiesta dell'Ente nazionale protezione animali: "Inconcepibile che i cani guida siano preparati con metodi coercitivi. Gli addestratori continuano a usare il collare a strangolo, che causa seri danni psicofisici all'animale"

ROMA - Vietare il ricorso a metodi coercitivi nell'addestramento: è questa la richiesta che arriva dall'Enpa, l'Ente nazionale per la protezione degli animali, in occasione della quinta Giornata nazionale del cane guida. Mentre si ribadisce la necessitò di favorire l'accesso di questi cani a tutti gli esercizi commerciali e ai mezzi di trasporto pubblico, l'Enpa chiede dunque una maggiore tutela della loro salute: "A quanto ci risulta riferisce l'associazione - gli addestratori continuano a usare il collare a strangolo che, vietato dalle normativa italiana, causa seri danni psicofisici all'animale".
Un fatto "inconcepibile", lo definisce la Protezione Animali, considerando che "il cane guida -lavora soprattutto con la propria iniziativa. e l'impiego di tali metodi, oltre a causare frustrazione e dolore, impedisce al quattrozampe di attivare le proprie risorse cognitive e di trovare le corrette soluzioni ai problemi che si presentano di volta in volta. Mai come nella relazione tra il cane guida e il suo conduttore vi è l'esempio massimo della interazione e della collaborazione tra specie diverse; interazione e collaborazione nelle quali non devono entrare violenza, maltrattamenti o deprivazioni".
(7 ottobre 2010)








