I produttori di materiale specifico per le persone con disabilità si riuniscano in associazione: lo suggerisce uno studio presentato oggi alla Conferenza Ue sulla disabilità. L'esempio americano

BRUXELLES - In un'Europa che invecchia, il bisogno di tecnologie assistive sarà sempre maggiore, così come sempre maggiore sarà il numero di disabili, ed è importante che i produttori di materiale specifico per le persone con disabilità - sia hi-tech che low-tech - si riuniscano in un'associazione che sia in grado di fare lobby a livello europeo per una maggiore apertura del mercato nel settore. Questa la conclusione di uno studio sulle tecnologie assistive presentato oggi alla Conferenza Ue sui disabili a Bruxelles. "Dobbiamo prendere esempio dagli Stati Uniti, dove un'associazione del genere esiste già a livello federale, e muoverci verso una maggiore integrazione dei produttori di tecnologie assistive con l'industria delle nuove tecnologie per normodotati all'interno dell'Ue", ha dichiarato Carmen Pastor Fernández-Cuesta, direttore del reparto marketing della fondazione Robotiker Tecnalia, la società che ha condotto la ricerca.
"Abbiamo intervistato ottanta compagnie e ci siamo concentrati sui prodotti a più ampio mercato per quanto riguarda i disabili. Dal nostro studio è emerso che il settore è in grande crescita ma, per la struttura generalmente frammentaria e piccola delle aziende che vi operano, ci sono poche sinergie. Inoltre le piccole e medie imprese che lavorano nel settore vedono di gran lunga più opportunità che rischi in un'armonizzazione del mercato e in un'apertura alle tecnologie mainstream".
Costi elevati per la vendita oltre i confini degli Stati membri, diverse politiche di distribuzione fra Paese e Paese, rari e sporadici contatti col settore Ict per normodotati, assenza di leggi quadro in materia. Tutto ciò porta a una mancanza di scelta da parte degli utenti, a prezzi elevati e a fette di mercato ridotte per le compagnie. "Per supplire a questa mancanza di governance a livello europeo - continua la Pastor - proponiamo l'istituzione di un network degli operatori nel settore delle tecnologie assistive, una rete che permetta la condivisione del know-how e soprattutto di difendere i loro interessi presso le istituzioni dell'Ue". (Maurizio Molinari)
(5 dicembre 2009)




