Per la fornitura di testi in Braille e ad altri strumenti utili per favorire la lettura degli studenti con disabilità visiva, il governo ha stanziato un milione di euro. In una interrogazione la richiesta di chiarimenti sui criteri di erogazione agli uffici periferici e sulle attività finanziate

ROMA - Notizie sui criteri di erogazione agli uffici periferici delle risorse finalizzate alla fornitura di testi in Braille e di altri strumenti utili per favorire la lettura degli studenti con disabilità visiva. Ma non solo. Anche sui dati relativi all'effettivo utilizzo dei fondi da parte dell'istituzioni scolastiche per queste finalità. I quesiti sono stati posti in un'interrogazione, a firma di Manuela Ghizzoni del Pd, presentata alla Camera martedì 21 luglio e indirizzata al ministro dell'Istruzione Maria Stella Gelmini. Secondo la direttiva ministeriale n. 69 del 6 agosto 2008, le risorse finanziarie specifiche per le iniziative finalizzate al potenziamento e alla qualificazione dell'offerta di integrazione scolastica degli alunni con disabilità, promosse dal ministero dell'Istruzione, sono state quantificate in 10 milioni e.500.000 euro, di cui un milione destinato alla fornitura di testi in Braille e ad altri strumenti utili per favorire la lettura degli studenti con disabilità visiva. La direttiva prevede che queste risorse siano utilizzate dagli uffici centrali o ripartite fra gli uffici scolastici regionali e da questi distribuite agli uffici scolastici provinciali che a loro volta, provvedono a trasmettere le rispettive quote alle istituzioni scolastiche frequentate dagli alunni disabili. Ad oggi - sostiene Ghizzoni nell'interrogazione - non si conosce però come siano stati distribuiti i fondi e se siano state finanziate le attività finalizzate alle iniziative a sostegno dell'integrazione scolastica dei giovani studenti con disabilità visiva. (dp)
(23 luglio 2009)







