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SPECIALE RIABILITAZIONE/ Centro protesi Inail di Budrio: dove la vita riprende a marciare

Il centro protesi di BudrioBOLOGNA - Se Alex Zanardi l'ha scelto per rimettersi in piedi e tornare a correre, dopo l'incidente che gli costò tutte e due le gambe, un motivo ci sarà pure. E la ragione è semplice: è l'unica struttura per la sperimentazione e l'applicazione di protesi e presidi ortopedici in Italia che affianca, a tecnologie all'avanguardia, l'attività di riabilitazione motoria, di supporto psicosociale e di reinserimento lavorativo di persone infortunate sul lavoro, di invalidi civili e disabili. Si tratta del Centro Protesi INAIL di Vigorso di Budrio (in provincia di Bologna), una struttura nata 45 anni fa e dove, tra ginocchi elettronici e mani mioelettriche, regnano le parole d'ordine: "personalizzazione degli interventi, perché il paziente è al centro di tutto". "Chi ha subito l'amputazione di un braccio, un gamba o di entrambi gli arti, non ha perso solo una parte del proprio corpo ma ha definitivamente compromesso l'immagine che di se stesso aveva prima dell'incidente o del trauma", spiega Raimondo Lino, direttore del Centro Protesi di Vigorso. "Per questo è importante un approccio globale e integrato alla persona, sia dal punto di vista funzionale sia dal punto di vista psicosociale: il paziente va preso in carico a 360 gradi, cercando di valorizzare le sue abilità residue e puntando su queste per fargli raggiungere il massimo livello di autonomia possibile. Non deve accettare solo il deficit fisico: la persona amputata deve accettare i cambiamenti del proprio schema corporeo e deve accettare anche la protesi. È anche per questo che esistono gli specchi nelle palestre dove si fa riabilitazione".

Il modello operativo seguito dal Centro Protesi INAIL si fonda sul lavoro dell'équipe multidisciplinare: medici, tecnici ortopedici, fisioterapisti, psicologi, assistenti sociali, infermieri e operatori sanitari assistenziali sono infatti le figure di riferimento dei pazienti. "E la relazione di fiducia, il rapporto personale, che si insatura tra operatore e utente è determinante nel percorso che porta al suo recupero", continua il dottor Lino. Insieme ai laboratori di musica, ceramica e informatica e ai momenti di intrattenimento che la struttura di Vigorso organizza per i suoi pazienti, tra cui qualche bambino e, in passato, alcuni profughi di guerra. Circa 8.000 pazienti trattati nel 2005 (di cui il 68% infortunati sul lavoro e una ventina di casi pediatrici) per 19.716 prestazioni eseguite, 90 posti letto e 306 operatori (di cui 160 tra tecnici ortopedici e meccanici, 25 fisioterapisti, 6 fisiatri e una dozzina di altri medici specialisti che vanno dal dermatologo al cardiologo e al neurologo) sono i numeri di una struttura che fa della personalizzazione degli interventi, della ricerca scientifica e della formazione i propri fiori all'occhiello. Infatti, il Centro Protesi di Vigorso di Budrio (struttura accreditata presso il ministero della Salute per i corsi Ecm) collabora con il Consiglio Nazionale delle Ricerche, l'Istituto Superiore di Sanità, con alcune università italiane nell'attivazione di corsi di laurea in ingegneria biomedica e con alcune scuole di specializzazione in ortopedia e traumatologia, medicina fisica e riabilitativa. (Michela Trigari)

(22 maggio 2006)