Il Gruppo di lavoro interregionale che collabora con il Ministero della Salute per l’aggiornamento del nomenclatore tariffario chiede di inserire al suo interno le nuove tecnologie, come ad esempio i comandi speciali per i pc o per il controllo ambientale, e di considerare anche la disabilità cognitiva

BOLOGNA - Nessun tipo di software, niente protesi bioniche e la disabilità cognitiva completamente ignorata dall'attuale nomenclatore tariffario. A lamentare questa carenza è Claudio Bitelli, referente del Glic, il Gruppo di lavoro interregionale che riunisce i centri ausili informatici ed elettronici per disabili di tutta Italia. Nonostante il Ministero della Salute abbia nominato una commissione per la revisione ed esista già un tavolo tecnico, il nomenclatore tariffario degli ausili e dei dispositivi protesici è fermo al decreto ministeriale n. 332 del '99 e al suo interno non include ancora le nuove tecnologie. Attualmente, la maggior parte degli strumenti informatici e telematici a sostegno della disabilità non rientra nell'elenco di quelli erogabili dal Servizio sanitario nazionale, così come non lo sono le protesi di ultima generazione. Sono riconosciuti, e quindi rimborsabili, solo alcuni ausili per le persone non vedenti e non udenti (come gli ingranditori, i sintetizzatori vocali, le tastiere e i display in Braille, i comunicatori telefonici e quelli alfabetici o simbolici) e le protesi "classiche", il tutto comunque "ampiamente superato dal punto di vista tecnologico", commenta Bitelli.
I dispositivi protesici più avanzati e sofisticati (come quelli elettronici), "gli strumenti per la domotica o per il controllo ambientale, i comandi speciali per computer, il software educativo didattico e gli accessori per l'ergonomia delle postazioni di lavoro delle persone disabili non rientrano nell'attuale nomenclatore tariffario degli ausili", spiega Bitelli. Per questo il Glic ha mandato il proprio contributo al Ministero della Salute. "Abbiamo lavorato su una bozza già esistente, per cercare di inserire al meglio le nuove tecnologie tra quelle erogabili da parte del Sistema sanitario nazionale; abbiamo chiesto che venga tenuta in considerazione anche la disabilità cognitiva e che l'elenco dei dispositivi rimborsabili rifletta una logica funzionale: in altre parole che gli ausili siano prescrivibili agli aventi necessità e non solo agli aventi diritto, dal momento che nel nomenclatore tariffario attuale il diritto è spesso individuato sulla sola base della patologia e non della disabilità".
Ma secondo Bitelli, la questione dell'aggiornamento del nomenclatore tariffario va legata anche a un discorso più generale sugli ausili e sulle risorse economiche a favore della disabilità. A questo proposito ricorda che esistono finanziamenti pubblici statali e regionali, agevolazioni fiscali (Iva ridotta e detraibilità di parte delle spese dalla dichiarazione dei redditi), le normative in applicazione della legge quadro n. 104 del 1992 per l'integrazione sociale e scolastica delle persone disabili e le norme per il diritto al lavoro dei disabili (legge 68/99). "Siamo abituati a legare il concetto di ausilio quasi esclusivamente all'ambito sanitario. Ma con le nuove tecnologie questa consuetudine è destinata a sfumare, perché va ad abbracciare anche il campo delle politiche sociali, quello della scuola e quello del mondo del lavoro. C'è bisogno quindi di uno sforzo in più - dice il referente del Glic -, ed è quello che cerchiamo di fare come centri ausili: oltre a lavorare per assicurare un buon aggiornamento del nomenclatore tariffario, occorre tenere presente e coordinare tutte le risorse, che possono provenire da più parti, per assicurare il maggior beneficio possibile alle persone disabili, non solo in termini di aiuto economico ma anche di efficacia ed appropriatezza degli ausili e dei servizi ad essi legati". (Michela Trigari)
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(31 maggio 2007)








