Acli: "L'inizio di un vero coinvolgimento". Libera: "Lunedì con gli altri condivideremo le proposte". Forum Associazioni familiari: "Ben venga la presenza del Paese reale, così com'è la programmazione televisiva mal ci rappresenta"

ROMA - Piace alle Acli la proposta del leader del Pd Bersani, che ha scritto a quattro associazioni della società civile - Libertà e Giustizia, Libera, Se non ora quando e Comitato per la libertà e il la diritto all'informazione- per chiedere la disponibilità a candidarsi per il Consiglio di amministrazione Rai (http://www.partitodemocratico.it/doc/237768/voteremo-candidati-della-societ-civile.htm). "L'apertura di Pier Luigi Bersani a due candidature espresse da alcune organizzazioni della società civile da proporre per il Consiglio di Amministrazione della Rai costituisce un apprezzabile riconoscimento da parte del mondo della politica che esiste anche una rappresenta sociale e culturale accanto a quella politica, che deve essere finalmente valorizzata". E' il commento di Gianni Bottalico, vicepresidente nazionale Acli con delega alla comunicazione. "Questa iniziativa può essere l'inizio di un vero coinvolgimento della società civile nella sua pluralità e autonomia, con cui sarebbe opportuno aprire stabilmente un dialogo passando per i luoghi di rappresentanza istituzionale del terzo settore e della società civile organizzata".
"Con le altre associazioni interpellate - commenta una nota di Libera, sorpresa positivamente dalla proposta - lunedì ci confronteremo portando il nostro contributo e la nostra riflessione sui temi dell'informazione. Al di là dei nomi, con gli altri discuteremo sul ruolo e il significato che deve assumere il servizio pubblico. Non è un problema di indicare nomi o persone, ma capire se c'è la volontà di contaminare il servizio pubblico nel paese. Con il nostro osservatorio ‘Libera Informazione' abbiamo sempre sottolineato l'importanza del servizio pubblico nel dover affrontare e raccontare i cambiamenti e le trasformazioni nel paese. Un servizio che sappia interessarsi alle storie, alle fatiche, alle speranze delle persone, delle fasce deboli, del volontariato. Raccontarle con un' analisi seria e documentata dei fatti, con il coraggio della denuncia associato alla forza della proposta, non con interventi spot, ma con continuità e andando in profondità come tanti giornalisti in questi anni hanno raccontato. Un'informazione al servizio della collettività. Con questo spirito non ci sottraiamo all'invito richiesto, e insieme agli altri, lunedì incontrandoci, con corresponsabilità condivideremo le proposte".
Per il Forum della associazioni familiari l'auspicio è che la Rai sia "espressione dell'associazionismo familiare", Dunque, "ben venga la presenza del Paese reale specie a fronte di una programmazione televisiva che mal ci rappresenta": è il commenta Francesco Belletti, presidente del Forum della associazioni familiari alla proposta del leader del Pd Bersani che ha scritto a quattro associazioni della società civile - Libertà e Giustizia, Libera, Se non ora quando e Comitato per la libertà e il diritto all'informazione- per chiedere la disponibilità di candidati per il Consiglio di amministrazione Rai. "A Bersani, così come agli altri segretari di partito ricordiamo soprattutto che le famiglie italiane, con il pagamento del canone, costituiscono il vero corpo "azionista" della Rai, eppure non hanno mai avuto alcun ruolo ed alcuna influenza sulla gestione. Come si vede chiaramente dai valori anti familiari e anti infanzia che vengono trasmessi. Un'anomalia che come Forum delle associazioni familiari, in rappresentanza delle cinquanta associazioni aderenti e dei tre milioni di famiglie che ne fanno parte, abbiamo più volte denunciato. Se società civile deve essere e prima di procedere su ipotesi fantasiose e stravaganti, crediamo opportuno che sia doveroso garantire la presenza delle famiglie nella gestione dell'Ente televisivo, attraverso la designazione di un membro del Cda che sia espressione dell'associazionismo familiare". "È l'unico modo per garantire, pur nell'eccellenza professionale che nessuno nega alla Rai - conclude Belletti - una rimodulazione della proposta televisiva in chiave family-friendly, e quindi più aderente alla realtà".
(17 giugno 2012)






