Dalle prime indiscrezioni sul testo fino alla manifestazione di piazza che ha visto il successo delle associazioni e il sostanziale ritiro dei provvedimenti inseriti in un primo momento nel provvedimento economico, la storia completa del combattuto iter dell'inserimento delle norme in tema di invalidità nella manovra economica del governo. Tutti gli articoli di Superabile.it

ROMA - Invalidità e manovra economica: storia di un provvedimento annunciato, arrivato, avversato dalle associazioni delle persone con disabilità. Ecco un riassunto di quanto accaduto: le prime ipotesi, l'idea di legare l'indennità di accompagnamento al reddito, l'innalzamento della soglia per avere l'assegno mensile, la protesta, l'annuncio della manifestazione di piazza, la presentazione dei primi emendamenti e poi di quelli decisivi.
DECRETO LEGGE - Le prime indiscrezioni sulle intenzioni del Governo risalgono al mese di maggio: "Bisogna risparmiare sull'invalidità". Sono 2,7 milioni le pensioni che lo Stato paga ogni mese: una spesa di 16 miliardi di euro, un punto del Pil. E le indennità di accompagnamento - riconosciute a chi ha un'invalidità del 100% e non è autosufficiente - crescono a ritmi elevatissimi. Fra le ipotesi, oltre alla "caccia" ai falsi invalidi (sui quali la grande stampa quotidiana concentra la propria attenzione), c'è la proposta di legare l'importo dell'accompagnamento (480,47 euro al mese) al reddito. Le associazioni insorgono ricordando che tale somma rappresenta l'unica forma di aiuto statale per le disabilità più gravi, peraltro di importo totalmente insufficiente a coprire le spese reali di assistenza. A fine maggio, nel testo definitivo della manovra, non c'è il temuto legame fra reddito e indennità di accompagnamento, ma il governo decide di aumentare la soglia di invalidità necessaria per ottenere l'assegno di assistenza mensile (256 euro al mese per 13 mesi e solo se il reddito è inferiore al limite, molto basso, di 4.408,95 euro l'anno): dal 1° giugno 2010 le nuove pensioni saranno assegnate solo a chi raggiunge almeno l'85% di percentuale di invalidità, e non l'attuale 74%.
LA PROTESTA DELLE ASSOCIAZIONI - I numeri della manovra vengono confutati da Fand e Fish, il risparmio ricavato dal provvedimento viene definito "irrisorio". Lo stesso governo lo valuta nell'ordine di 80 milioni di euro in tre anni. "Si può risparmiare di più e meglio senza colpire le persone deboli", sostengono le due federazioni che concordano una strategia di mobilitazione comune, avviano contatti con parlamentari di maggioranza e di opposizione e fissano una manifestazione di piazza davanti a Montecitorio, il 1° luglio. In Parlamento, con l'andare dei giorni, si aprono numerosi spiragli e anche dalla maggioranza si concorda sulla necessità di modificare la norma che alza i limiti per la pensione. Il 26 giugno Fand e Fish, sicure di averne ottenuto l'abrogazione, sospendono la manifestazione del 1° luglio, pur rimanendo in stato di mobilitazione per i tagli alla spesa socio-sanitaria di regioni e comuni.
Tre giorni dopo, però, gli emendamenti del relatore di maggioranza diventano ufficiali: l'aumento della soglia dal 74 all'85% sparisce solamente per chi ha un'unica patologia grave, ma rimane per chi ha un'invalidità causata dal concorso di due o più patologie, ciascuna delle quali di minore entità. Ai primi l'assegno resta anche sotto l'85%, ai secondi no. Misure molto più stringenti di quelle attuali sono poi proposte per l'indennità di accompagnamento, che verrebbe concessa solo a chi ha una incapacità permanente di deambulare e a chi non è in grado di compiere il benché minimo atto elementare della vita. Fand e Fish, ancora una volta, denunciano un intervento "brutale e devastante" e tornano all'attacco: protesta in piazza il 7 luglio. I tempi si fanno strettissimi: il 5 luglio il governo annuncia l'intenzione di porre la fiducia sul testo uscito dalla commissione Bilancio. Gli spazi per una modifica si restringono ulteriormente.
LA DECISIONE FINALE - Il pomeriggio del 6 luglio, mentre le adesioni alla manifestazione si moltiplicano nel mondo associativo, sindacale e politico, il relatore annuncia un nuovo emendamento che sopprime, e per tutti, l'innalzamento della soglia all'85% e che non propone alcuna restrizione alle indennità di accompagnamento. Il testo del nuovo emendamento viene approvato all'unanimità dalla commissione Bilancio del Senato nella tarda mattinata del 7 luglio, mentre piazza Montecitorio fatica a contenere le persone giunte per manifestare (sono 4 mila per gli organizzatori, 1500 per la questura). E' la vittoria delle associazioni, anche se Fish e Fand - incassando il successo - ricordano che di questioni da affrontare, ad iniziare dai tagli alle regioni sul profilo socio-sanitario, sul tappetto ne restano molte.
(7 luglio 2010)












































