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Storia

Eluana. Nocera: "Chiunque non ritiene degna la sua vita deve potervi rinunciare"

Sul caso della donna in stato vegetativo il vicepresidente Fish ribadisce che "c'è una sentenza" e occorre ora fare silenzio. Il decreto del governo? ''Incostituzionale: da oltre due anni Napolitano chiede una legge sul tema"

Salvatore Nocera

ROMA - "Pur se cattolico praticante, da uomo di diritto sono un formalista. Sulla vicenda di Eluana Englaro c'è una sentenza precisa che ha acclarato i fatti. Credo che a questo punto occorra il buon senso di tacere". Le parole sono di Salvatore Nocera, giurista, vicepresidente della Federazione italiana superamento handicap (Fish), cattolico, grande esperto di disabilità e politiche per l'integrazione. Che aggiunge: "Persone atee che conosco sono su posizioni contrarie, per esempio famiglie con al loro interno persone nelle stesse condizioni di Eluana che hanno fatto la scelta di vita di accudirle". A significare che la convinzione religiosa personale può non implicare una scelta a priori piuttosto che un'altra.

Per Nocera il decreto voluto dal governo era "incostituzionale, come pure la legge che vanno intessendo in tre giorni" su un tema tanto fondamentale e che ci riguarda tutti. "E' incostituzionale perché il caso concreto non è una norma generale; ed è incostituzionale perché, mentre da oltre due anni il capo dello Stato chiede una legge sul tema, si costringe il Parlamento a occuparsi di un fatto che non rientra in casi urgenti. In uno Stato laico - prosegue il vicepresidente Fish - chiunque voglia rinunciare alla propria vita, come fu per Welby, perché non la ritiene degna di essere vissuta deve poterlo fare". Quella a cui stiamo assistendo sul caso Englaro è invece per Nocera "una lotta di puro potere della Chiesa sullo Stato. Mi duole come cattolico, ma De Gasperi riusciva a essere molto più liberale di tanti porporati". Uniche voci fuori dal coro, ricorda Nocera, quelle di monsignor Casale in un articolo apparso il 5 febbraio sul quotidiano La Stampa (leggi l'articolo) e quella di monsignor Tettamanzi.

Il vicepresidente della Fish ricorda anche come la Federazione ha stilato un documento che contiene una richiesta concreta e precisa che ora suona anche come un appello, di fronte a tanto clamore e battaglia ideologica: va fatta una seria indagine per definire quanto la nostra società italiana aiuti effettivamente le famiglie che si trovano nella situazione degli Englaro. (ep)

(9 febbraio 2009)