Le parole del sottosegretario Giovanardi in occasione del non anniversario del servizio civile nazionale: "Non ci sono altri Paesi in Europa e nel mondo che abbiano scelto di affidare la difesa della Patria anche a forme di impegno sociale non armato. Il governo è pronto a stanziare altri 24 milioni di euro per finanziare il Fondo"

ROMA - Il Servizio civile nazionale italiano "è un unicum a livello internazionale, perché non ci sono altri Paesi in Europa e nel mondo che abbiano scelto di affidare la difesa della Patria anche a forme di impegno sociale non armato". E' quanto ha detto venerdì scorso il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Carlo Giovanardi, durante la cerimonia al Quirinale per il nono anniversario del servizio civile nazionale, alla quale era presente il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano assieme a tanti giovani.
Giovanardi ricorda che il servizio civile volontario è stato istituito con la legge 64 del 2001 come percorso alternativo al servizio militare aperto anche alle donne ("che ad oggi sono il 70 per cento", dice). Quindi aggiunge che per gli oltre 250 mila giovani, tra 18 e 28 anni, che lo hanno scelto, il servizio civile è "un'importante occasione di crescita personale, un'opportunità di educazione alla cittadinanza attiva, un prezioso strumento per contribuire allo sviluppo sociale del paese".
Il sottosegretario poi annuncia che il governo è pronto a stanziare altri 24 milioni di euro per finanziarie il Fondo del servizio civile presso Palazzo Chigi. "Senza questi 24 milioni di euro - sottolinea - ci saremmo ridotti in una situazione tale da non poter più garantire quell'attività, in Italia e all'estero, che questa mattina abbiamo presentato al capo dello Stato". Con il disegno di legge di riforma presentato al Senato, spiega Giovanardi, si punta poi alla "creazione di un efficace bilanciamento tra coordinamento statale e delega alle Regioni e Province autonome". E conclude: "Per salvaguardare l'attuale funzionalità del sistema e per garantirne la crescita, occorre un'assunzione di responsabilità da parte di tutti gli attori istituzionali".
(8 marzo 2010)




