Indagine dell'Istituto italiano della donazione. Colpite soprattutto le organizzazioni operanti nella ricerca scientifica; la cooperazione internazionale regge per il maggior ricorso al Rid bancario per le adozioni a distanza

ROMA - Meno donazioni soprattutto da parte di cittadini e aziende, ma tagli anche da parte di enti pubblici e fondazioni bancarie: così la crisi ha colpito le organizzazioni del non profit durante il 2009, secondo i dati dell'Istituto italiano della donazione presentati oggi. Una situazione che ha colpito soprattutto quelle realtà del non profit che utilizzano più frequentemente modalità poco strutturate di raccolta fondi (come gli sms solidali, diffusi molto nel settore della ricerca scientifica e monopolizzati nel corso dell'anno dall'emergenza per il terremoto in Abruzzo) e che invece si è ripercossa in misura minore nei confronti di quelle organizzazioni che sfruttano modalità di pagamento più strutturate (come il Rid bancario, strumento utilizzato maggiormente nel settore della cooperazione internazionale).
Secondo l'indagine dell'Istituto italiano della donazione, la flessione maggiore nelle donazioni alle organizzazioni non profit registrata durante il 2009 ha riguardato il settore privato, quello dei cittadini e delle aziende: il 33% delle Onp infatti segnala proprio i privati cittadini come i donatori più colpiti dalla crisi, con il 34% ad indicare le aziende. Meno evidenti, anche se ugualmente significative, le cifre riguardanti la Pubblica amministrazione (indicata dal 18% delle Onp) e le fondazioni bancarie (segnalate dal 15% delle realtà del non profit). "Il terzo settore - affermano i ricercatori dell'Istituto - esce con qualche ammaccatura da un anno che ha segnato fortemente tutti i settori produttivi, italiani e non: una situazione che il settore non profit ha peraltro affrontato con un dignitoso impegno e una lodevole propensione all'investimento".
Lievi le differenze fra i vari settori: le realtà del settore Salute e ricerca scientifica hanno indicato i privati cittadini come target più colpito nel 37% dei casi (dato più alto della media generale), confermando il 33% per le aziende. Percentuali simili (36% i cittadini, 35% le aziende) anche dalle organizzazioni della cooperazione internazionale, mentre il settore dell'emarginazione sociale ha indicato una responsabilità maggiore di Fondazioni bancarie (24%) e Pubblica Amministrazione (24%), contraendo rispettivamente al 24% e al 28% la minore contribuzione di privati cittadini e di aziende.
Ma come la minore propensione alla donazione dei privati cittadini ha potuto ripercuotersi sugli andamenti dei tre settori studiati? La buona performance della cooperazione internazionale, la sostanziale tenuta dell'emarginazione sociale e il vistoso contraccolpo subito dalla Salute-ricerca scientifica sono dovuti, secondo i ricercatori, ad una serie di concause, nelle quali rivestono un ruolo decisivo le modalità operative con le quali viene indirizzata la donazione. Così, se il terremoto in Abruzzo ha accentrato su di sé la gran parte delle donazioni inviate tramite sms, penalizzando largamente il settore della ricerca scientifica che su tale mezzo investe molto (soprattutto nel periodo fra aprile e giugno), le forme di pagamento meno volatili (come i Rid bancari generalmente utilizzati, ad esempio, per il sostegno a distanza) hanno reso più agevole la tenuta del settore della cooperazione internazionale, che su di essi si fonda. Nelle differenze fra i tre settori, e soprattutto nella buona prestazione della cooperazione internazionale, ha giocato un ruolo anche il positivo andamento della campagna natalizia 2009, superiore a quella del resto dell'anno: a Natale hanno generalmente maggior successo proprio le campagne concentrate sull'aiutare gli altri, concetto che ben richiama lo spirito natalizio e che è molto frequente proprio nei temi affrontati dalla cooperazione internazionale.
(2 marzo 2010)





