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"L'Anello della lode": premio della Comunità di Capodarco alle famiglie con figli disabili

Si chiamano Dora, Maurizio e Sandro e venerdì scorso hanno ricevuto il riconoscimento della Comunità di Capodarco per tutte le famiglie che offrono affetto, attenzione e cura a figli e figlie con disabilità. Don Albanesi: "Persone dalle virtù eroiche. Il nostro è un riconoscimento delle loro storie"

una mamma e la sua bambina disabile

ROMA - Dora ha 50 anni e una vita difficile alle spalle. Sua figlia Simona ha una malattia ereditaria rara, la sindrome di Gaucher ed è affetta da un ritardo mentale, che non le permette di essere totalmente autonoma. Sei anni fa un ragazzo si avvicina a Simona e approfitta di lei, mettendola incinta. "Dopo che è successo anche questo, pensavo che niente di brutto mi potesse ancora accadere", racconta Dora, "ma mentre mia figlia era già in stato interessante, mio marito è morto di malattia e nel giro di poco tempo ho perso anche mio figlio per un incidente stradale". Nonostante le avversità, però, Dora Costa non si è persa d'animo e nella sua casa, oltre alla figlia e alla nipotina Serena, ha accolto anche una ragazza bulgara in difficoltà. "Due persone sono scomparse dalla mia vita, e due sono rientrate in casa, senza di loro ora non saprei come andare avanti", continua, "è la dimostrazione che la vita toglie e la vita dà". Quella di Dora è una delle tre storie che hanno ricevuto dalla comunità di Capodarco di Roma "L'anello della lode", un riconoscimento simbolico per tutte quelle famiglie che offrono affetto, attenzione e cura a figli e figlie con disabilità.

"Si tratta di persone dalle virtù eroiche - ha detto don Vinicio Albanesi, presidente della Comunità di Capodarco -. La nostra Comunità ne conosce molte. Per questo, in occasione del Natale, abbiamo voluto scambiarci così gli auguri per le feste, facendo emergere, cioè, storie difficili, ma anche esemplari per dedizione e gratuità. L'anello della lode, che consiste in un anellino d'oro, vuole essere un segno e un riconoscimento delle loro storie".

Oltre a Dora Costa l' "Anello della Lode" è stato assegnato a Maurizio Francesco Nodari, un papà che da solo si prende cura da molti anni della figli Elisa, anche lei affetta da disabilità psichica. "Mia moglie non ha mai accettato la malattia di nostra figlia ed è entrata in depressione - racconta Maurizio - il suo stato peggiorava di giorno in giorno e così, anche su consiglio dello psicologo, ho deciso di separarmi e di alleggerirla di questo peso". "Elisa stupenda, e non la cambierei con nessuna bambina al mondo", continua Maurizio che dal 2003 ha deciso di condividere l'esperienza della disabilità con altre famiglie, dando vita ad un'associazione di volontariato. Un percorso il suo, molto simile a quello di Sandra Cerabino, la terza mamma a ricevere il riconoscimento della Comunità di Capodarco, che ha scelto di  darvita all'associazione "Primavera" per far uscire dalla condizione di emarginazione i ragazzi disabili, fisici e mentali. "Quando ho scoperto che mio figlio Stefano era down, è stata una batosta molto forte e mi sono trovata davanti a un bivio - racconta Sandra - poi ho capito che non volevo che mio figlio passasse la vita dentro casa, ma che avesse una vita normale, da vivere in mezzo alla gente. Ho sempre pensato, infatti, che se decidi di percorre la strada da sola con tuo figlio, non risolvi il problema, se invece la condividi con tanta gente fai qualcosa di reale per cambiare le cose". (Eleonora Camilli)

(18 dicembre 2008)