Manca il regolamento attuativo dell'Osservatorio sulla disabilità previsto dalla Convenzione Onu. Lettera di Daniele, presidente del Forum italiano sulla disabilità: "Rimediate presto e, con Fand e Fish, fate partecipare anche noi"

ROMA - L'attesa dura da quasi un anno, e finora è stata inutile. Dell'Osservatorio nazionale sulla condizione delle persone con disabilità, organismo previsto dalla Convenzione Onu e che il ministero del Lavoro e Politiche Sociali (di concerto con il ministero per la Pubblica amministrazione) avrebbe già da tempo dovuto nominare e rendere operativo, si è persa quasi ogni traccia. Al punto da spingere Tommaso Daniele, il presidente del Forum italiano sulla disabilità (Fid), l'organismo che rappresenta l'Italia all'interno dell'European Disability Forum (Edf), ad indirizzare un appello al ministro Sacconi perché arrivino presto "buone notizie" e venga attenuato il "forte senso di delusione e di amarezza causato all'interno del nostro movimento".
Nella sua lettera, spedita anche al direttore generale per l'inclusione e i diritti sociali Raffaele Tangorra e al dirigente della Divisione Politiche per le persone con disabilità dello stesso ministero del Lavoro e Politiche sociali Alfredo Ferrante, il presidente del Fid ricorda i compiti attribuiti dalla Convenzione Onu (firmata e ratificata anche dall'Italia) all'Osservatorio e precisa che la legge di ratifica della Convenzione (la numero 18 del 3 marzo 2009) prevede all'articolo 3 che il ministero del Lavoro e Politiche sociali avrebbe dovuto procedere entro tre mesi dall'entrata in vigore del provvedimento ad emanare un regolamento per disciplinare la composizione, l'organizzazione e il funzionamento dell'Osservatorio. Pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n° 61 del 14 marzo 2009, la legge in questione entrò in vigore il giorno successivo: la data entro cui il ministero avrebbe dovuto emanare il regolamento indicato era dunque quella del 15 giugno 2009. "Prendo atto - scrive Daniele a Sacconi - che è passato quasi un anno: sicuramente lei avrà avuto le sue buone ragioni, ma non posso certo nasconderle che questa situazione ha causato un forte senso di delusione e amarezza all'interno del nostro movimento. Ci tengo comunque - prosegue Daniele rivolto al ministro - a rinnovarle la mia stima nella certezza che lei si impegnerà al massimo per porvi rimedio e che al più presto ci farà avere notizie in proposito".
La mancata istituzione dell'Osservatorio fu uno dei punti di attrito fra il mondo delle associazioni delle persone con disabilità e il ministero del Welfare in occasione della Conferenza nazionale sulle politiche della disabilità dell'ottobre 2009 a Torino: fra le rumorose proteste di molti, l'allora sottosegretario Roccella annunciò che l'attivazione dell'Osservatorio sarebbe "slittata di qualche mese". Nella stessa occasione fu annunciata anche la decisione del governo di riservare ai rappresentanti delle associazioni delle persone disabili non il 25% dei posti dell'Osservatorio, ma - ancora parole di Roccella - "più di un terzo". Ed è proprio sulla composizione dell'organismo che il presidente del Fid conclude la sua lettera a Sacconi chiedendogli "di valutare la possibilità che il Forum italiano sulla disabilità possa dare il proprio contributo nell'individuazione degli esperti da nominare all'interno dell'Osservatorio, dal momento che - conclude Daniele - mi risulta che la Federazione tra le associazioni nazionali dei disabili (Fand) e la Federazione italiana per il superamento dell'handicap (Fish), delle quali fanno parte le associazioni nazionali maggiormente rappresentative delle persone con disabilità, saranno chiamate a nominare i propri rappresentanti". (ska)
(7maggio 2010)




